Il fumo finisce sotto accusa anche come causa scatenante del cancro al seno.

Già si sapeva che più di un quarto di tutte le forme di cancro, nel mondo occidentale è causata dall’abitudine alla sigaretta, e tra queste erano già inclusi i tumori polmonari, della bocca, del pancreas, dello stomaco, del sangue, e della laringe. Ma a quanto pare anche il tumore del seno, prima causa di morte per carcinoma tra le donne dai 35 ai 55 anni, può essere causato da questa cattiva abitudine.

Galleria di immagini: donne fumatrici

A individuare la pericolosa correlazione sono i risultati di una ricerca pubblicata sul British Medical Journal, la quale segnala per fumatrici ed ex fumatrici un rischio maggiore di ammalarsi di carcinoma mammario durante la menopausa.

Lo studio ha valutato i dati relativi a circa 80mila donne statunitensi di età compresa tra 50 e 79 anni, tenute sotto osservazione per più di dieci anni, durante i quali sono stati identificati 3.250 casi di tumore al seno.

È emerso che le fumatrici corrono un pericolo di sviluppare neoplasie superiore del 16% rispetto alle coetanee che non hanno mai avuto il vizio della sigaretta. E talvolta non è sufficiente smettere di fumare dopo averlo fatto per anni: il rischio per le ex-fumatrici si aggira comunque intorno a un +9%. Ovviamente tanto è maggiore il numero di anni da cui si fuma tanto più elevate sono le probabilità di ammalarsi.

Preoccupanti, inoltre, anche i dati relativi al fumo passivo: i ricercatori hanno scoperto una correlazione fra questo e il cancro al seno in età pediatrica e adulta. Chi fuma, insomma, aumenta il rischio di far ammalare di tumori della mammella anche le proprie figlie, mogli, sorelle e madri. Il fattore fumo è da considerare, infine, anche per chi ha già subito una diagnosi di tumore.

Sembra assurdo, ma ben un paziente su cinque non smette di fumare, eppure confrontando i dati di un gruppo di fumatori incalliti malati di carcinoma: a cinque anni di distanza dall’inizio delle terapie, solo il 23% di chi aveva continuato a fumare era ancora in vita, contro il 55% delle persone che avevano smesso.

Dato l’aumento delle fumatrici donne, evidentemente la minaccia di un invecchiamento precoce della pelle, della comparsa di rughe, l’aumento del rischio cardio-vascolare e la maggiore difficoltà ad avere figli, non sono spauracchi sufficienti ad allontanare il gentil sesso dalle sigarette.

In un’epoca in cui molte più donne rispetto al passato diventano tabagiste, sapere che anche le neoplasie femminili possono derivare dal fumo (attivo o passivo), dovrebbe mettere in allarme e far invertire la pericolosa tendenza.