Si avvicina ottobre, il mese dedicato alla prevenzione del cancro al seno, e le iniziative a riguardo cominciano a palesarsi non senza qualche tocco di originalità o di spunti interessanti. In particolare, mi è subito piaciuta una campagna inglese lanciata dalla CoppaFeel!, intitolata What Normal Feels Like, che punta a sensibilizzare le donne non solo riguardo a questo importantissimo tema, ma anche verso la conoscenza e la valorizzazione del proprio corpo.

L’iniziativa infatti invita tutte le donne a descrivere il proprio seno, utilizzando quanti più aggettivi possano venire in mente. In effetti siamo abituate a pensare al nostro décolleté soltanto come ad un’appendice poco più che sessuale/erotica o legata alla maternità, e ci riferiamo al seno parlando quasi esclusivamente di dimensioni, o tutt’al più di latte.

Galleria di immagini: Guardare il seno fa bene

Con questa campagna invece ci viene detto che il seno è molto di più: non è soltanto grandezza, ma è anche forma; non è soltanto estetica, ma è anche consistenza; non è soltanto fisicità, ma è anche psicologia; non è soltanto erotismo, ma anche portamento. Insomma, descrivere il seno guardandolo da un unico punto di vista è riduttivo e infelice.

Trovo tale concetto illuminante e potenzialmente estendibile a tutto il nostro corpo; per imparare ad amarci di più, a darci più importanza, ad avere maggiore autostima e a valorizzarci partendo dalla nostra unicità, fatta di pregi e di ipotetici difetti in realtà riconducibili ad un’esclusività che potrebbe eliminarli completamente dal nostro vocabolario.

In compenso, l’obiettivo è quello di variare la concezione che abbiamo del nostro seno a partire proprio dalle parole e dalle definizioni. Dunque, anche se non siamo inglesi, lo propongo anche a noi: proviamo a descrivere il nostro decoltè in tutti i modi che ci vengono in mente. Potrebbe essere un ottimo esercizio, anche divertente, per aumentare la consapevolezza di noi stesse.

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