Il cancro si potrà curare con uno scorpione? È questa la speranza di tanti ammalati, che sono in attesa della sperimentazione sul Vidatox, farmaco realizzato con l’estratto di uno scorpione cubano, l’Escozul, che attualmente è in fase di sperimentazione in Albania, sebbene siano in tanti dall’Italia a recarsi nella nazione delle aquile in cerca del rimedio contro uno dei mali peggiori della nostra società.

In Italia, il Vidatox non si sperimenterà invece per il momento, perché ci sono maggiori restrizioni nella nostra nazione: per questa ragione a volte il farmaco viene importato illegalmente passando per il portofranco di San Marino. Il Vidatox, secondo le aspettative, bloccherebbe il cancro ai primi stadi della malattia, perché rallenterebbe la crescita delle cellule tumorali. E il tutto per un prezzo decisamente accessibile: un centinaio di euro per l’intera cura più un ricostituente per il sistema immunitario. Una vera manna quindi, se la sperimentazione provasse che la cura funziona.

Molto fiducioso è naturalmente il presidente di Pharma-Matrix, che produce il medicinale, Francesco Matteucci:

«Sino a oggi l’iscrizione del Vitadox nella farmacopea cubana parla di un antinfiammatorio, antidolorifico che eleva il livello di vita del paziente oncologico e ne allunga l’aspettativa di vita. Al termine della sperimentazione, se tutto andrà nel modo giusto, potremmo aggiungere che è un antitumorale. In Italia l’omeopatia incontra numerose resistenze anche a livello normativo. Eppure, il processo di estrazione richiesto per questo farmaco, che si basa sulla diluizione del veleno in soluzione idroalcolica, ha permesso a questo principio, prima difficilissimo da conservare alle temperature richieste dalla diluizione in acqua, di diventare più accessibile.»

Ancora un po’ scettici i medici. A pronunciarsi il presidente leccese della LILT Giuseppe Serravezza:

«L’oncologia oggi ha un alto costo, che non si traduce spesso in un beneficio reale. Leggevo un articolo su un tabloid di medicina inglese, secondo cui facciamo tutto oltre le reali possibilità della medicina. E in questo contesto si crea nella gente un sospetto di fondo nei confronti dei medici, che induce a cercare altrove le risposte che questi ultimi non sono in grado di dare.»

In altre parole, è normale che in condizioni disperate un malato di cancro si rivolga a queste speranze, con l’augurio che poi si rivelino realtà. Solo la sperimentazione dirà se il Vidatox funziona. Intanto, i malati di cancro, a fronte delle cure a volte invasive, continuano a sperare.

Fonte: Bel Paese Web.