“Un romanzo di formazione su un bambino di cinquant’anni”: questo è, con le parole dello stesso regista Paolo Sorrentino, “This must be the place“, film presentato al Festival di Cannes di cui già si parla molto. Un lungo applauso ha infatti seguito la proiezione dedicata alla stampa del primo lavoro americano del regista de “Il Divo” che lì, nel 2008, vinse il premio della giuria. Una storia dedicata al viaggio: viaggio di formazione del protagonista; viaggio reale alla ricerca di qualcuno.

Questo qualcuno è un aguzzino che, nel campo di concentramento di Auschwitz, aveva ripetutamente maltrattato il padre di Cheyenne. Ma andiamo con ordine: Cheyenne è il protagonista di “This must be the place”, una rockstar sulla via del tramonto, interpretato da uno Sean Penn ipertruccato vagamente somigliante al leader dei Cure. Chiamato a New York, non ce la farà a vedere il padre prima dell’ultimo respiro ma scoprirà che aveva trascorso la vita ricercando quell’aguzzino di cui sopra. Decide allora di continuare la missione, iniziando una viaggio nell’America dei grandi spazi che lo porterà a conoscere se stesso.

Galleria di immagini: Le immagini per This must be the place

In gara per la Palma d’Oro, il lavoro di Sorrentino risente della passione per la musica del regista napoletano: lo stesso titolo si riferisce a una canzone dei Talking Heads, mentre la colonna sonora è stata affidata a David Byrne che compare anche all’interno del film. Un amore, quello per la musica, che ha fatto sì che a comparire in video ci sia anche Eve Hewson, figlia di Bono degli U2, oltre che personaggi noti del cinema statunitense indipendente come Harry Dean Stanton (lo ricorderete, tra l’altro, per la parte dell’ispettore governativo in “Christine, la macchina infernale”).

Una collaborazione, quella tra Sean Pean e Sorrentino, nata proprio a Cannes nel 2008 quando il primo vestiva i panni di presidente di giuria mentre il secondo presentava il film che lo avrebbe reso ancor più famoso soprattutto all’estero. Con un budget di 28 milioni di dollari, “This must be the place” sarà nelle sale italiane in autunno (distribuzione Medusa) e già l’attesa si prospetta interessante mentre i due protagonisti della giornata si fanno complimenti a vicenda.

“Ho lavorato con attori bravissimi. Ma non avevo visto nulla di così magnifico”, ha detto di Pean il regista; di tutta risposta questa la dichiarazione del due volte premio Oscar: “è un  piacere lavorare con persone così (…) Paolo è capace di creare un cinema originale con un suo personale vocabolario”.