Bruno Vespa si ritrova in questi giorni a parlare di Michele Santoro in un’intervista a La7 e del dopo-Annozero in una pubblica lettera al premier Silvio Berlusconi. Nella missiva, Vespa chiede che si riprenda l’ipotesi di legare ratealmente il canone Rai alla bolletta della corrente elettrica. Il che sarebbe un brutto colpo per i santorofili, che minacciano anzi di smettere di pagare il canone. Ma Vespa parla chiaramente di un’agonia della Rai, che ora non può avvalersi dell’alibi-Santoro.

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Vespa ha scritto:

“Di taglio in taglio, la Rai sta mettendo molto seriamente in pericolo la qualità (e la quantità) dei suoi programmi, bisogna tagliare oltre un certo limite, altrimenti i programmi non si fanno bene. La Rai di oggi è pericolosamente affacciata su quel ciglio. Ha il canone dissanguato dall’evasione e non può fare la guerra a Mediaset in campo pubblicitario, crisi a parte, oltre una certa soglia, anche se più alta di quella rispettata finora. Visto che l’alibi Santoro è caduto, cominci, per favore, caro Presidente, ad autorizzare il legame alla bolletta energetica dei canoni speciali e vedremo come andrà. L’agonia della Rai è un prezzo che non siamo disposti a pagare.”

Peccato che ciò che rendeva competitiva la Rai sul piano pubblicitario fosse proprio Annozero o altre trasmissioni di approfondimento, dato che persino programmi “pompati” come “L’isola dei famosi” hanno ottenuto davvero pochi ascolti, e di fatto la Rai non presenta un’offerta variegata e sempre di qualità. Ma la colpa è di chi non paga il canone, oppure di una cattiva gestione a monte?

Vespa ha rincarato la dose poi parlando di Santoro, ospite di Enrico Mentana:

“Nessuno ha cancellato Annozero ma c’è stata un’onorevole e molto cospicua transazione superiore a due milioni di euro. Santoro ha accettato di uscire dalla Rai. Credo che per Santoro non sia più possibile lavorare in Rai, per la dignità sua e della mia azienda. Se dovesse rimanere vuol dire che dopo aver toccato il fondo, si comincia a scavare.”