L’ayurveda è un articolato sistema medico di prevenzione e cura utilizzato soprattutto in India fin dall’antichità; praticata da medici specializzati, ha come obiettivo primario quello di conferire benefici per la mente e per il corpo, vivendo meglio e più a lungo. Questo tipo di medicina non convenzionale si serve, il più delle volte, di erbe, minerali e metalli ognuno con una specifica funzione in base alla patologia trattata, secondo studi specifici portati avanti nel corso degli anni.

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Il massaggio ayurvedico per i capelli è una tecnica sempre più praticata anche in Occidente, grazie alla facilità di utilizzo degli “ingredienti” giusti e alla possibilità di praticarlo agevolmente ed efficacemente anche da soli. Questo genere di massaggio al cuoio capelluto e ai capelli è in grado, se effettuato nel modo corretto, di portare enormi benefici al corpo e all’anima nel più completo relax sensoriale.

I vantaggi più evidenti riscontrabili già dal primo trattamento riguardano una molteplicità di fattori: dalla riattivazione della microcircolazione del sangue alla ricostituzione della fibra capillare, utile soprattutto per chi purtroppo tende ad avere la chioma spesso debole e sfibrata. Inoltre, i capelli acquistano nuova luminosità e vengono stimolati nella crescita e nella protezione da forfora e diversi tipi di dermatite.

I benefici, come già anticipato, non riguardano solo il corpo ma anche la mente e l’anima. Un massaggio ayurvedico è in grado, infatti, di portare in una dimensione profonda di rilassamento, allontanando i rischi di stress, ansia e insonnia.

Come si fa un massaggio ayurvedico? I capelli, asciutti, vengono massaggiati con le mani bagnate di olio, solitamente di sesamo o girasole combinato con erbe ed essenze in accordo con i tipi costituzionali. Il movimento, poi, può avvenire dalla fronte verso la nuca se si desidera un effetto calmante, dalla nuca verso la fronte per un’azione rinvigorente ed energica.

I passaggi fondamentali, tuttavia, sono tre e si articolano in questo modo:

  • scollamento: è la prima fase e consiste nel massaggiare il cuoio capelluto con i polpastrelli, esercitando dei piccoli movimenti orizzontali;
  • frizione: nella seconda fase si continua con i polpastrelli e si massaggia effettuando una leggera pressione;
  • strofinamento finale: si tratta di “pettinare” i capelli con le mani, attraversandoli dall’alto verso il basso per scaricare tutto lo stress verso le spalle.

Si parlava, poco più sopra, di tipi costituzionali e di massaggi effettuati con oli diversi a seconda del tipo di capello: ma cosa sono? I tipi ayurvedici, o costituzionali, sono 3: Vata, Pitta e Kapha. Vata si caratterizza per i capelli di un colore scuro e dalla consistenza secca: l’ideale sono i massaggi lenti effettuati con oli caldi, possibilmente combinati con essenza di arancio dolce. Pitta è specifico, invece, per capelli delicati di colore biondo o rosso. Si sceglie, in questi casi, un massaggio rinfrescante con un olio tiepido miscelato con essenza di menta. Infine Kapha, dedicato ai capelli scuri ma tendenti al grasso. Meglio massaggiare energicamente con un olio a temperatura ambiente e miscelato con essenza di limone.

Fonte: Donna Moderna