Il Capodanno 2012 può essere insaporito dalla visione di alcuni film a tema: quelli che hanno alla base del loro plot il veglione di San Silvestro. “Strange Days”, “200 Cigarettes”, “Harry ti presento Sally” e il più recente “Capodanno a New York”: la notte di Capodanno fa da sfondo a svariati film che attraversano i generi più disparati.

Probabilmente si tralascerà qualche titolo tra quelli che narrano vicende ambientate durante la notte di Capodanno. Tuttavia, per il Capodanno 2012, verranno sottolineati i più significativi, quelli che, nel bene e nel male, hanno lasciato un segno nella storia del cinema.

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Strange Days” è uno di quei film che più ha posto l’accento sull’inquietudine che il passaggio da un anno all’altro può portare. In particolare, l’opera di Kathrin Bigelow dipana una trama complessa e misteriosa all’alba del Capodanno del 2000, quello delle profezie di Nostradamus, del bug tecnologico, delle speranze riposte nel nuovo millennio.

La Bigelow aveva girato il film qualche anno prima dell’arrivo del fatidico 2000: eppure era riuscita a creare un mondo per certi aspetti lontano dal nostro, ma per altri vicinissimo, quello degli squid, piccole macchine audiovisive che si applicano agli occhi e che permettono di rivivere in prima persona situazioni – anche estreme – vissute da altri. Gli squid, che rappresentano l’avidità del vedere oltre ogni morale, per la Bigelow sono la droga del Millennio che va a concludersi, lasciando immaginare uno scenario apocalittico, cyberpunk, per il 2000 che sta arrivando.

Il film prende spunto dagli squid per ragionare su ciò che è il ricordo e su come esso venga modificato dalla mente umana nel corso della vita. Al Capodanno è così legato il concetto di notturno e mistero, affiancato ai ricordi di una vita che sempre invadono la mente delle persone allo scoccare della mezzanotte.

Tuttavia, il Capodanno diventa il momento ideale per fare bilanci e per capire ciò che è davvero importante o meno. Durante la notte di San Silvestro trovano linfa vitale le storie d’amore e d’amicizia, gli intrecci sentimentali e i problemi esistenziali.

È il caso, questo, di “200 Cigarettes”, film corale del 1999, ambientato all’inizio degli anni Ottanta, più o meno al passaggio da un decennio all’altro. Un gruppo di giovani attori – tra cui Ben Affleck, Kate Hudson e Christina Ricci – si trova ad interpretare probabilmente la gioventù dei propri genitori.

In questo caso la mezzanotte e il passaggio da un anno all’altro devono essere segnati da qualcosa di sensazionale. Tutti i protagonisti – parenti, amici, artisti, coppie e single – riuniti in una casa, decidono di fare qualcosa di clamoroso prima che le lancette dell’orologio segnino l’arrivo del nuovo anno. Il Capodanno è così visto come il momento importante, fortissimo, dei bilanci: una scadenza da rispettare che diventa simbolo dei successi o dei fallimenti di un’intera vita.

Ma il Capodanno può anche essere semplicemente la festa fondamentale, normalissima, in cui i sentimenti fanno il giro per poi incontrarsi ed esplodere. Nel film ormai epocale “Harry ti presento Sally”, la notte di San Silvestro compare ben due volte a fare da sfondo all’amore tra i due protagonisti, interpretati da Billy Crystal e Meg Ryan.

Il Capodanno, in questo caso, diventa un’altra forma di scadenza: quella dell’amore. I due personaggi, infatti, durante la notte del 31 dicembre, si promettono di passare di nuovo insieme il successivo Capodanno qualora fossero ancora single. E il Capodanno ritorna nella scena finale, quando la notte del veglione diventa metafora della vita intera: se si vuole stare con qualcuno per il resto della vita, “meglio che il resto della vita inizi il prima possibile”.

Infine, si può citare l’ultima delle produzioni di capodanno del cinema americano, probabilmente non all’altezza delle precedenti citate: “Capodanno a New York”, una commedia rosa patinata, che dal titolo ricorda tanto i nostrani cinepanettoni. Il film merita la citazione, nonostante il clima e le simbologie del Capodanno non appaiono così complesse e foriere di riflessioni come in altri film, ma tutto si risolve in una storia piuttosto superficiale: l’amore e i festeggiamenti vanno di pari passo, in un’esplosione anche un po’ stucchevole di buoni sentimenti.

Rimane il fatto che il Capodanno sembra la notte giusta per pensare, fare bilanci, capire e indirizzare la propria vita. Anche se poi, nel corso dell’anno, si continua a sbagliare, il cinema è lì a ricordare che, forse, ogni giorno dovrebbe essere pieno di propositi come lo è un capodanno.