Chi non ha mai avuto a che fare con un capoufficio prepotente, dispotico e arrogante? Chi non ha mai desiderato di scappare via dall’ufficio e rifugiarsi a casa? Una situazione più comune di quanto si possa pensare e, tuttavia, rischiosa soprattutto per il benessere personale e la stessa vita privata.

Uno studio ha messo in evidenza come un capoufficio impossibile possa nuocere anche alla vita familiare, portando il lavoratore vessato a sfogarsi con le persone care per scaricare lo stress provocato da un datore di lavoro poco affabile.

Un ambiente lavorativo poco sereno, quindi, non solo è dannoso per la persona coinvolta in modo diretto, ma si riflette anche nel privato provocando squilibri spesso difficili da riportare entro i livelli di guardia.

Questa teoria è stata elaborata da uno studio condotto dal dottor Nicolas Gillet e dal suo team presso la Universitè Francois Rabelais in Francia: un dirigente dispotico può dare vita a una reazione a catena, minando l’autostima e il benessere del suo collaboratore e, di conseguenza, portando effetti negativi nelle relazioni tra questo e le persone che gli stanno intorno. Niente di nuovo, forse, ma si tratta pur sempre del primo studio che mette nero su bianco quanto le relazioni tra i lavoratori e i boss siano fondamentali anche per garantire una vita serena e soddisfacente fuori dall’ufficio.

«Spendiamo tanto tempo al lavoro, quindi se il lavoro è sgradevole, allora sarà influenzano il nostro umore e può renderci irritabili e intolleranti quando torniamo a casa. Il nostro studio ha mostrato come il lavoro possa creare conflitti in famiglia e portare una certa tensione nel rapporto con il coniuge. »

Fonte: Springerlink