Ha ragione il Cardinal Bagnasco. Siamo sull’orlo del baratro. Sono pienamente d’accordo con le esternazioni dell’esimio prelato. È un po’ che sostengo questa tesi, usando però eleganti perifrasi del genere “Siamo nella merda”. Peccato però che le ragioni che ci spingano a sostenere tale teoria siano completamente diverse.

L’occasione che ha spinto il presidente della Cei a esprimere ancora una volta le sue posizioni progressiste in materia di diritti civili e catastrofi imminenti (si sa, le due cose vanno di pari passo), è stata l’approvazione in Francia del primo articolo per l’istituzione dei matrimoni tra persone omosessuali. Semplicemente un primo passo verso quella che dovrebbe essere un dato assodato: due persone che si amano e sono talmente irragionevoli da volersi sposare, devono poterlo fare. A prescindere dal sesso e dal grado di autolesionismo che le porta a voler compiere tale passo.

C’è da dire che l’eminente prelato non brilla per originalità. Infatti ogni volta che nella storia dell’uomo ci sono state battaglie per l’acquisizione di diritti civili da parte di quelle che, di volta in volta, si sono trovate ad essere minoranze, c’è stato più di qualcuno che ha paventato la fine della civiltà, il declino del genere umano, l’imbastardimento di una razza, situazioni con “esiti estremamente pericolosi”. Insomma, roba da far impallidire i Maya.

In soldoni, quel che il Cardinale ha detto, è un bel “Signora mia dove andremo a finire”. Concetto chiave espresso da un numero impressionante di casalinghe di Voghera (chiedo scusa alle casalinghe di Voghera, ma è toccato loro di diventare un modo di dire), già in altre occasioni. Casalinghe terrorizzate dalla diversità, dal mondo che cambia. Casalinghe con l’animo incancrenito che in passato hanno detto gli stessi “Signora mia dove andremo a finire” quando si è abolita la schiavitù, sì è dato il diritto il voto ai neri e alle donne. E anche col divorzio, qui in Italia, le casalinghe non sono andate tanto per il sottile.

A mio parere, parere certamente modesto a confronto di tale insigne rappresentante della Chiesa, non è avvenuta nessuna catastrofe in seguito all’acquisizione di tali diritti. Anzi, oserei dire.

La religione è l’oppio dei popoli, qualcuno ha detto. Niente in contrario se qualcuno vuole doparsi di speranze sull’aldilà, ma al di qua, non sarebbe meglio lasciare a ognuno la libertà di decidere almeno della propria vita privata?

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