La vitamina D svolge un ruolo fondamentale per l’assorbimento del calcio e di conseguenza per la formazione delle ossa, per questo la carenza vitamina D è da evitare. La funzione principale di questa vitamina, infatti, è quella di aiutare la mineralizzazione dello scheletro, ma recenti studi suggeriscono che possa anche contribuire alla salute del sistema nervoso, immunitario e cardiovascolare. È l’unica che il nostro organismo è in grado di sintetizzare grazie all’esposizione della cute ai raggi solari e si trova in alcuni alimenti, come le sardine, l’olio di fegato di merluzzo, il salmone, le aringhe, il tuorlo d’uovo e i latticini.

L’ipovitaminosi D, come viene chiamata la carenza di questa vitamina, oltre all’osteoporosi, è associata ad una maggiore frequenza di malattie autoimmuni, neoplasie della mammella e del colon, malattie cardiovascolari e ad alcune forme infiammatorie come, ad esempio, la tubercolosi.

Sintomi e rimedi

  • La capacità di sintesi di vitamina D da parte dell’organismo varia da individuo a individuo, in base alle specifiche condizioni fisiche e di salute, al regime dietetico e alle abitudini di vita. La mancanza di vita all’aria aperta rappresenta una tra le principali cause che determinano la carenza di vitamina D.
  • Alla nostra latitudine, basterebbe esporre braccia e volto alla luce solare almeno 15-30 minuti in estate e 30-60 minuti in inverno per consentire all’organismo di produrre vitamina D in concentrazioni adeguate.
  • Esistono numerosi fattori capaci di influenzare negativamente i livelli di questa vitamina e alcune fasce della popolazione risultano essere più facilmente carenti come ad esempio le persone in sovrappeso o obese, gli individui anziani e chi ha una carnagione molto scura. Questi ultimi, ad esempio, tendono ad avere bassi livelli di vitamina D a causa dell’abbondanza di melanina nella pelle che da un lato protegge in modo naturale dai raggi del sole ma dall’altro può rappresentare un ostacolo alla produzione di vitamina D se l’esposizione al sole è ridotta, come nel caso in cui queste persone abitino a latitudini elevate.
  • Numerosi studi dimostrano che l’assunzione di supplementi alimentari a base di vitamina D riducono il rischio di fratture da fragilità negli anziani. In quest’ottica la supplementazione rappresenta uno strumento di prevenzione per una fascia della popolazione particolarmente sensibile.
  • Basterebbe esporsi in modo adeguato alla luce solare e seguire una dieta ricca di pesce grasso. Tuttavia, per molti individui, dipendentemente dall’età, peso corporeo e tipo di carnagione l’esposizione della cute ai raggi solari, non è sufficiente a soddisfare le esigenze fisiologiche del corpo umano. Per questo motivo, diviene fondamentale somministrare degli integratori alimentari a base di vitamina D3 o colecalciferolo.