Carlo Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alla famiglia, è nuovamente sotto i riflettori per l’ennesima esternazione shock dettata dal suo animo. Poco tempo fa aveva rivolto la sua attenzione agli studi televisivi e all’ambiente dello showbusiness, proponendo raffiche di test antidroga.

Facile alle parole che scatenano caos e sdegno, quest’estate aveva dichiarato con estrema leggerezza che la strage di Ustica fu causata da una bomba e non da un missile, come stabilito dalla giustizia. Prima ancora si era reso protagonista di una gaffe, affermando che la legge sull’eutanasia approvata in Olanda era paragonabile alle idee di Hitler.

Ma il massimo l’aveva raggiunto commentando la morte di Stefano Cucchi, vittima di un pestaggio feroce in carcere, definendolo senza rimorso “anoressico, drogato e sieropositivo”. Quindi, implicitamente, meritevole di una fine così aberrante. Per fortuna non fu dello stesso avviso la Procura di Roma, che decise che erano presenti gli elementi per un’inchiesta con relativo rinvio a giudizio di 13 persone, con accuse di abbandono di persona incapace aggravato dalla morte, lesioni ed abuso di autorità e falso in relazione al ricovero di Cucchi.

Oggi, promotore dell’immagine classica della famiglia, si è fatto portavoce dei valori insindacabili di una società modello, scagliandosi contro paesi come USA e Brasile. A suo dire in questi stati, dove la fecondazione in vitro e l’utero in affitto sono pratiche accettate, si fomenterebbe “la compravendita” di bambini. In particolare da parte di coppie gay autorizzate all’adozione.

Giovanardi, attraverso i microfoni della trasmissione KlausCondicio, sostiene senza nessun dato statistico di riferimento che:

Imporre a un bambino adottato due genitori dello stesso sesso significa fare loro violenza psicologica. Il fatto che ci siano alcune famiglie eterosessuali in cui ci sono stati episodi di violenza o di cattiva educazione non vuol dire che la famiglia normale sia fonte di violenza e di maltrattamenti, come afferma Luca Barbareschi. Un bambino ha il diritto di crescere in un contesto dove una figura paterna e materna sono complementari fra di loro e garantiscono al bambino una crescita equilibrata. Togliere questo diritto al bambino è fare una violenza sul bambino stesso. Si crea un diverso dagli altri, lo si candida all’infelicità.

Indiganata Paola Concia, parlamentare del PD, che parla di “bacchettonismo retrogrado”; l’Arcigay ne richiede le dimmissioni e, per voce del presidente Paolo Patané, sostiene:

Giovanardi semina odio. Le sue dichiarazioni sconsiderate su genitorialità e adozione gay dimostrano che il sottosegretario rappresenta un imbarazzo per le istituzioni, un problema per i cittadini italiani e anche un pericolo per se stesso. Giovanardi imbarazza le istituzioni perché mente spudoratamente cianciando di una presunta compravendita di bambini e bambine in USA e in Brasile. Queste accuse, prive di qualunque fondamento a Paesi che democraticamente si sono dotati di legislazioni d’avanguardia, non possono essere lasciate cadere con leggerezza.

In merito è intervenuto anche Aurelio Mancuso, storico militante GLBT:

Da cattolico, le sue dichiarazioni mi fanno rabbrividire. Il senatore parla di Stati Uniti e Brasile, ma si tratta di ricerche sconosciute alla sociologia mondiale. È un orco sociale che ogni tanto esterna la sua reale indole di persona che coltiva il pregiudizio come atteggiamento politico permanente.

In una società come la nostra, con un tasso elevato di separazioni e divorzi, dove il ruolo dei genitori non è più affidato alle figure classiche di madre e padre ma è il termine famiglia ad allargarsi comprendendo una molteplicità di figure quali nonni, zii, fratelli, amici, figure istituzionali come gli assistenti sociali, le comunità alloggio e tutori legali, suonano prive di tono e di sapore le accuse di Giovanardi. Incoerenti e anacronistiche rispetto ai tempi che stiamo vivendo, stereotipate rispetto all’immagine moderna e reale di famiglia.

Meritevoli di nota le parole di Ivan Scalfarotto:

Le ricerche e gli studi condotti dalle più importanti associazioni scientifiche internazionali, dall’American Psychological Association all’American Academy of Pediatrics, hanno ribadito a più riprese che i bambini nati e cresciuti in famiglie omogenitoriali non corrono alcun rischio specifico. Se Giovanardi avesse impiegato il suo tempo a studiare come si conviene a un rappresentante del governo anziché blaterare a vanvera saprebbe che l’unico problema di questi bambini è la discriminazione che viene loro inflitta dagli ignoranti e dai dilettanti della politica come Giovanardi.