La crisi della finanza potrebbe non essere causata dai mercati internazionali incerti, bensì dall’abuso di stupefacenti fra i trader. Sembra essere questa la conclusione a cui portano le dichiarazioni di Carlo Giovanardi, il quale ha proposto severi test antidroga per Piazza Affari.

Interrogato ormai dall’usuale appuntamento internettiano con Klaus Davi, programma che negli ultimi mesi si è reso noto per le più scioccanti dichiarazioni, dal caso Ikea fino ad arrivare a Madonna comunista, Giovanardi invita Consob e Borsa Italiana ad effettuare maggiori controlli sui luminari degli affari italiani, perché la loro mente e le loro decisioni strategiche potrebbero essere ottenebrate dalla cocaina.

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«Non possiamo non tener conto di denunce di luminari autorevoli sul forte consumo di cocaina fra i trader di Borsa, il nostro intento è intervenire prima di evitare che si pianga dopo a causa dei danni provocati dalla droga. I test sono assolutamente accettabili: dubito che un risparmiatore voglia affidare i suoi soldi a un trader drogato o alcolizzato»

Giovanardi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, non è la prima volta che si scaglia contro l’uso di stupefacenti, generando le più svariate polemiche. Lo scorso settembre, giusto per fare un esempio, aveva richiesto l’introduzione di test antidroga da effettuare fra i docenti di scuola superiore, perché a suo avviso una professione tanto delicata può essere svolta solo nel completo esercizio delle più elevate facoltà mentali.

Il sottosegretario, tuttavia, si è reso famoso nell’ultimo anno per i continui attacchi nei confronti della comunità omosessuale, condannando la cartellonistica del gruppo Ikea, rivolta alla propria clientela LGBT, l’approdo di Lady Gaga durante l’Europride di Roma della scorsa estate e i baci gay in pubblico. Non resta che attende, a questo punto, la reazione di Piazza Affari.

Fonte: Repubblica