Sono quasi passati 10 anni da quel 20 luglio 2001, quando le strade di Genova si riempirono di manifestanti per la riunione del G8. In quell’occasione perse la vita il giovane Carlo Giuliani, colpito da un proiettile sparato dall’arma del carabiniere Mario Planica. In questo decennio numerose sono state le vicende giudiziarie atte a stabilire l’eventuale responsabilità del militare e, oggi, è arrivata la sentenza definitiva dalla corte di Strarburgo: l’uomo e gli inquirenti italiani sono innocenti.

Già una sentenza di primo grado, emessa il 25 agosto 2009 dalle corti italiane, aveva stabilito l’estraneità del carabiniere ai fatti. Secondo i giudici, Planica avrebbe sparato un colpo data la guerriglia di Piazza Alimonda, ma solo fortuitamente avrebbe ucciso Giuliani, intento invece a colpire la camionetta dei carabinieri con un estintore.

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La famiglia dello scomparso, tuttavia, si era rivolta a Strasburgo avanzando il dubbio che gli inquirenti italiani non avessero condotto un’indagine sufficientemente approfondita per svelare cosa fosse realmente successo in quella tragica giornata di luglio.

La corte non ha però votato all’unanimità: è stata la maggioranza a decretare l’assoluzione italiana e di Placanica, con 10 voti favorevoli e 7 contrari. Il padre di Giuliani, tuttavia, non sembra accettare questa ennesima sentenza e promette di non arrendersi:

“Ci rivolgeremo al tribunale civile come unica possibilità di avere un dibattimento per l’omicidio di Carlo. Non ci arrendiamo, di delusioni ne abbiamo già avute, l’essenziale è non arrendersi. Nel processo per le devastazioni ed i saccheggi qualcosa era venuto fuori e testimoniava la necessità di un approfondimento che non c’è mai stato. Abbiamo documenti e documenti sull’omicidio di mio figlio e su quello che gli hanno fatto dopo. Spero davvero che fosse già morto e non moribondo quando un carabiniere gli spaccò la fronte con una pietrata. Tutte queste cose meritano un dibattimento per accertare la verità. E che nessuno pensi che vogliamo rivalerci sul carabiniere. Comunque almeno su tre punti, sette dei 17 giudici della corte di Strasburgo erano a nostro favore. Credo che questa sentenza sia un motivo in più per essere in piazza Alimonda nel decennale”.

Nella querelle è intervenuto anche il Cardinale Angelo Bagnasco, spesso al centro dei più vari dibattiti di cronaca, il quale recentemente ha affermato come il tempo fosse propizio per voltare pagina. È sempre Giuliano Giuliani a rispondere:

“Si può voltare pagina se c’è la verità, altrimenti no”.