Il rincaro del riscaldamento spinge le famiglie italiane a nuove scelte alternative ed è la riscoperta di stufe e camini.

Federconsumatori, infatti, segnala ancora aumenti nelle tariffe per l’energia elettrica e il metano, e quindi del riscaldamento. E non solo. Dai dati sui consumi di legna da ardere emerge la reazione delle famiglie italiane alle prese con la crisi: stanno infatti riscoprendo, ove possibile, stufe e camini, per evitare gli aumenti che interessano il costo dell’energia. I dati Istat, peraltro, indicano un aumento delle importazioni di legna da ardere nei primi sette mesi dell’anno, che rendono l’Italia il primo importatore mondiale.

Anche la Relazione dell’Autorità per l’Energia, a proposito del riscaldamento, mette in evidenza che le bollette italiane sono sensibilmente al di sopra della media europea. Per gli italiani che dipendono da termosifoni e caldaie (la maggior parte, ovviamente) l’inverno si preannuncia, quindi, ‘salato’, con le tariffe più care d’Europa.

L’Associazione Consumatori consiglia l’applicazione di un’Iva agevolata per il gasolio destinato al riscaldamento delle case degli italiani, e suggerisce di evitare l’aumento dell’imposta a luglio, previsto dalle disposizioni contenute nella legge di Stabilità.

E come se non bastasse, poiché può capitare che in momenti di crisi qualcuno non riesca a pagare le bollette del riscaldamento, è prevista una banca dati per chi non paga, allo scopo di ridurre i rischi di mancato incasso alle aziende fornitrici. L’Autorità per l’Energia, infatti, ha proposto, in un documento approvato dalle Commissioni X di Camera e Senato, di introdurre una Banca Dati per “schedare” i clienti poco puntuali o inadempienti.

Si chiamerà BICSE (Banca dati inadempimenti contrattuali dei clienti finali del settore energetico) e, inoltre, nel proprio data base terrà traccia di tutte le informazioni relative alle utenze, ai consumi, dei mancati pagamenti, ritardi, revoche e contenziosi.

Le Associazioni dei consumatori insorgono, naturalmente. Più volte hanno espresso la loro contrarietà verso queste misure “altamente lesive dei diritti dei consumatori utenti del settore energetico a tutto vantaggio delle società di commercializzazione”. Il Movimento Difesa del Cittadino torna a mettere in guardia dai rischi per utenti domestici e piccole imprese.

Assisteremo al ritorno di stufe e camini per il riscaldamento nel nostro Paese? È possibile, viste le premesse…