La scuola è ormai alle porte e ciò per i genitori vuol dire iniziare a pensare all’acquisto di tutto ciò che è utile durante l’anno scolastico: zaini, penne, astucci, diari, gomme, colle, matite, pastelli, pennarelli, quaderni, libri e chi più ne ha più ne metta. Specialmente in questi tempi di crisi il caro libri si fa sentire e sempre più famiglie optano per il riciclo di zaini, astucci e quanto più possono.

Lo scorso anno le famiglie italiane che riciclavano beni utili alla scuola ammontavano al 56%, quest’anno invece c’è stato un grandissimo aumento e si contano nuclei familiari per il 74%; questi dati sono emersi dall’indagine svolta dal Centro Studi e Ricerche Sociologiche “Antonella di Benedetto” e redatto dall’Associazione Contribuenti Italiani, svolto sulla base di un campione di dieci oggetti di uso comune durante l’anno scolastico.

I dati parlano chiaro e quindi, almeno sette famiglie su dieci, hanno scelto di riciclare quanto più possono del corredo scolastico. Ma quale è il motivo reale che spinge queste famiglie al riciclo? I motivi sono vari e da quanto è emerso dai risultati delle indagini si evince che il 57% delle famiglie lo fa per motivi economici, il 22% opta per questa soluzione a causa del rincaro dei prezzi, l’11% perché ha questa abitudine da sempre e il restante 10% teme di dover fare i conti con l’Agenzia delle Entrate.

Per quest’anno scolastico quindi, quasi nulla resterà inutilizzato e a prendere polvere in chissà quale armadio, tutto verrà riutilizzato nei limiti del possobile per combattere questo caro vita e il vento di crisi che spazza l’Italia. Così la pensa Vittorio Carlomagno, presidente dell’Associazione Contribuenti Italiani:

«Di fronte alla crisi economica gli studenti reagiscono sfoderando tutta la creatività italiana, la stessa che in altri momenti ha dato lustro al Made in Italy. A volte basta una piccola modifica per riciclare un prodotto, più volte è capitato di gettare via prodotti in ottimo stato solo per esigenze consumistiche».

In Italia, le città che ricilano di più sono Roma, Rimini, Verona, Udine, Napoli, Pescara, Aosta, Prato, Campobasso e Firenze, ma anche a Torino, Milano, Terni, Rieti, Salerno, Bologna, Caserta, Potenza, Imperia e Genova le famiglie sembrano credere molto in questa strategia di risparmio basata sul recupero del corredo scolastico.

Fonte: LaStampa