Le bollette delle famiglie italiane sono cresciute a dismisura nell’ultimo decennio: si consuma di più? Colpa delle rinnovabili?

Assolutamente no. La colpa è della nostra dipendenza dalle fonti fossili e le rinnovabili pesano solo per il 13%. Questa è la verità di Legambiente. L’Italia non dispone di significativi giacimenti e importa dall’estero il 97% di petrolio, gas e carbone. Quindi è nella nostra dipendenza dall’estero per le importazioni di fonti fossili la causa dell’esorbitante aumento delle bollette elettriche.

Per aiutare le famiglie a risparmiare in bolletta le alternative ci sono, afferma Legambiente. Ridurre, anzitutto, la dipendenza dalle fonti fossili e la dipendenza dall’estero, attraverso strategie mirate ad aiutare le famiglie in una situazione difficile come quella che stiamo vivendo. Gestire diversamente i temi energetici, per aiutare veramente le famiglie e sostenere le imprese premiando gli investimenti in efficienza energetica e lo sviluppo delle rinnovabili.

È questo il primo passo: continuare nello sviluppo delle rinnovabili. Perché con la produzione di energia rinnovabile da sole, vento, biomasse, acqua, geotermia si riesce a sostituire importazioni e produzione da fonti fossili. E tenere sotto controllo la crescita del peso in bolletta, facendo in modo che non superi il 15-20% in bolletta, intervenendo contemporaneamente sulle diverse voci di costo.

È giusto continuare nella politica di incentivi alle fonti rinnovabili, che producono notevoli vantaggi ambientali sostituendo produzioni inquinanti. Perché proprio gli incentivi hanno innescato la spinta agli investimenti. E la crescita delle rinnovabili progredisce ogni mese: a marzo 2012 il fotovoltaico ha coperto il 6,4% della domanda elettrica italiana, assieme all’eolico superano il 10%.

In sintesi, per ridurre il prezzo delle bollette delle famiglie la ricetta è proprio opposta a quella che il Governo ha proposto con i Decreti che fermano lo sviluppo delle rinnovabili elettriche e passa anche per l’emanazione dei Decreti per le rinnovabili termiche che si attendono da settembre 2011 e che potrebbero aiutare le famiglie rispetto alla spesa (assai rilevante) per il riscaldamento.

Ma è molto importante anche controllare le diverse voci, inaccettabili, che concorrono a formare il costo in bolletta. Ad esempio, sono diversi gli oneri che si pagano nella voce “oneri generali di sistema” per la messa in sicurezza dei siti nucleari, per i regimi tariffari speciali alle Ferrovie, ma anche tutti i sussidi legati alle fonti “assimiliate” e quindi inceneritori e raffinerie e alle isole. Oltre ad alcune voci di extra costi legati a problemi di rete o di possibili stacchi agli approvvigionamenti, oggi quanto mai improbabili, che si scaricano sulle bollette.

Inoltre, per ridurre veramente il costo legato alle rinnovabili si dovrebbe eliminare la tassazione che pesa su questi impianti, come l’Iva e altre voci, dall’incentivazione alle rinnovabili, dal momento che non è un acquisto di beni o servizi, ma appunto un meccanismo incentivante, su cui l’imposta di valore aggiunto non dovrebbe essere applicata. È stato calcolato che le famiglie e le imprese pagano circa 4 miliardi per voci che possono essere cancellate o spostate sulla fiscalità generale. Questa è la verità di Legambiente. Qualcuno può smentirla???