Cartoni animati sexy e gossip

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Quando si parla di gossip, molti storcono il naso rivendicando il proprio intellettualismo snob. Le curve di Elisabetta Canalis, le crisi esistenziali di Britney Spears, gli eccessi di Miley Cyrus e gli abusi di Lindsay Lohan vengono considerati argomenti leggeri, poco degni per l'attenzione degli adulti. Gran parte di questi integralisti contrari alla leggerezza, però, ignorano che già dall'infanzia sono stati educati al pettegolezzo. Come? Grazie ai cartoni animati: dalle relazioni interrazziali di Hello Spank! agli amori incestuosi di Georgie, l'animazione giapponese ci ha abituato al gossip. E, forse, prima di inserire l'immagine di un cartone nel nostro profilo Facebook, dovremmo pensare che il simpatico sorriso di Pollon in realtà sottende una tragica vicenda di abuso di stupefacenti. Il primo a infrangere casti tabù culturali è stato Hello Spank. Non curante delle rigide regole imposte dal mondo animale, il simpatico cane puntava al matrimonio misto. Innamorandosi della gatta Micia. Nulla in confronto a quanto fatto dalla collega Georgie, la sdoganatrice dell'incesto televisivo. La biondina, apparentemente sempre triste, in realtà ben sapeva come divertirsi. Concedendosi a turno ai fratelli, la giovane è stata la portavoce dell'amore libertino, consumato tra le calde frasche della foresta. Sarà stato forse il clima della selvaggia Australia a spingere i fratelli a spogliarsi nudi per "salvare Georgie dal freddo con il calore del proprio corpo"? Vladimir Luxuria è stata la prima transgender a entrare in Parlamento, ma in televisione è stata battuta da Lady Oscar. Certo, ai tempi della Rivoluzione Francese ancora non erano in voga i viaggi a Casablanca, tuttavia bisogna riconoscere a Oscar la caparbietà nel portare avanti la propria identità psicologica. E quale migliore dimostrazione di virilità, se non diventando cavaliere di Maria Antonietta? I ben informati sostengono che fra le due esistesse una focosa relazione lesbica ma, aihmé, nessun paparazzo le ha immortalate in atteggiamenti intimi. Ma non di soli transgender è fatta l'animazione giapponese: esistono anche gli ermafroditi. Basti pensare a Ranma che, con un poco di acqua, si trasformava da donna in uomo a seconda delle esigenze. L'animazione nipponica sembra, inoltre, avere un filone gossipparo portante: l'omosessualità femminile. Oltre alle già citate Oscar e Maria Antonietta, Sailor Moon ci ha fatto conoscere una celebre coppia di fatto, quella tra Sailor Uranus e Sailor Neptune. Le scene più scabrose, però, sono state tagliate in Italia, dove il loro amore è stato fatto passare per una semplice amicizia. Ben oltre si sono spinte Jem e le Hologram che, si dice, fossero un vero e proprio collettivo saffico. Stessa sorte per le bombe sexy di Occhi di gatto che, nonostante le relazioni eterosessuali sparse, si dimostravano "molto unite" fra di loro. E come dimenticare Puffetta, colei che ha sdoganato il concetto di gang bang all'ora della merenda. L'idea di cento uomini con una sola donna non è stata raggiunta nemmeno dall'industria del porno. Vi sono poi storie d'amore da rivista da spiaggia: Candy Candy che non riesce a concludere con Terence, il quale pare fosse più interessato a Anthony; Mila & Shiro costantemente separati da una rete da pallavolo; Johnny che rinuncia al sesso con Sabrina per preservare l'amicizia con Tinetta; Lupin che si rintontisce per Margot e, come se non bastasse, Yu costretta a trasformarsi nella bomba sexy Creamy pur di conquistare le attenzioni di Toshio. Per non parlare di Piccoli problemi di cuore, una sorta di famiglia Forrester dei cartoni animati molto lontana, però, dal record di rapporti sessuali stabilito dall'ineguagliabile Brooke Logan. Non mancano di certo abusi e violenze. Pollon è la più nota tossicodipendente dei cartoon. Per darsi la carica, infatti, l'adolescente non disdegnava l'utilizzo di non meglio precisate polveri bianche, al grido di "Sembra talco ma non è, serve a darti l'allegria". Una dipendenza tuttavia giustificabile: quale teenager avrebbe mai resistito nel clima orgiastico generato dal nonno Zeus? Mimì, invece, è il simbolo della discriminazione verso le donne: costretta a giocare con tanto di catene alle caviglie, allenatori e compagne non disdegnavano di utilizzarla come pungiball umano. Spintoni, schiaffi e calci erano all'ordine del giorno fra le mura del palazzetto dello sport. Il tutto nel più totale silenzio di amici e parenti: la cugina Mila, in effetti, era troppo occupata ad amoreggiare con Shiro per correre in suo soccorso. Impossibile sarebbe riportare tutti i pettegolezzi sul pruriginoso universo dei cartoni animati. Date le circostanze, però, siete ancora certi che i cartoon celebrino l'innocenza dell'infanzia? Nemmeno le più quotate riviste di gossip, in effetti, si spingono a tanto. [nggallery id=1690]
Tag: cartoni animati
  • Rita

    Divertente, molto divertente. Avrei da ridire su Candy Candy, Terence (una delle mie prime cotte) non mi pare fosse interessato ad Anthony, che poverino l’hanno fatto fuori subito. E cmq anche Candy non era proprio una santarellina visto che qualche pensierino l’aveva fatto pure su Albert.

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