A poco più di mezzo secolo dalla sua prematura scomparsa, la casa natale dell’imprenditore e stilista francese Christian Dior diventa un edificio a lui dedicato, a metà strada tra museo atelier.

A Granville, un comune di 13.000 anime nella bassa Normandia, l’abitazione è stata ristrutturata e arricchita per volere degli eredi e del gruppo LVMH, arrivando oggi a diventare meta di visite organizzate.

Nelle sale della Les Rhumbs, così come era stata soprannominata al tempo dalla famiglia Dior, sono ospitati centinaia di vestiti, documenti, quadri e accessori che ogni autunno vengono esposti all’interno di una rassegna dedicata allo stilista, così da poterne ripercorrere la vita e il breve ma fulminante periodo di successo.

Christian Dior fece parlare di sé nel 1947, quando presentò la sua prima collezione di abiti. Le riviste francesi, almeno all’inizio, non gli dedicarono attenzione a causa dello sciopero della stampa. Se ne accorse però la direttrice di Harper’s Bazar, magazine d’oltreoceano, che in un articolo dell’epoca definì il suo stile “a new look”.

In poco tempo il suo atelier arrivò a contare quasi 90 elementi, sfornando periodicamente abiti capaci di conquistare il favore degli addetti ai lavori. Un successo mai scemato, come dimostra un brand ancora oggi competitivo. La casa di Granville, attualmente museo dedicato alla vita di quello che viene considerato uno dei più grandi protagonisti della moda del Novecento, ne raccoglie l’identità.