E se fossero proprio gli ambienti casalinghi a distruggere qualsiasi tentativo di  mettersi a dieta? Diverse caratteristiche della propria abitazione, anche i più impensabili, possono contribuire infatti a alimentare la fame, e dunque la voglia di mangiare qualcosa di “proibito” in periodi di dieta oppure aumentare in modo sostanziale la propria razione di cibo a pranzo o a cena.

È quello che sostiene un articolo della famosa rivista di benessere femminile statunitense Women’s Health, il quale contiene peraltro nove suggerimenti utili per aiutare a combattere le insidie di casa propria in favore di una dieta più naturale ed equilibrata, che non venga sconfitta dalle solite tentazioni culinarie casalinghe.

Creare la giusta atmosfera: ovvero alzare l’illuminazione della cucina e della sala da pranzo. Luci soffuse rendono infatti il cibo più attraente, favorendo il fenomeno dell'{#alimentazione} incontrollata. Inoltre, per quanto possa sembrare strano, è meglio mangiare con in sottofondo una musica in grado di rasserenare l’animo, poiché permette di riempire quel vuoto interiore che viene solitamente colmato, letteralmente, da una maggiore quantità di cibo.

Usare il colore blu. Secondo uno studio pubblicato dal magazine Contract, le persone che mangiano in una stanza di colore blu consumano il 33 percento di cibo in meno rispetto a chi invece pranza in luoghi dai colori più caldi, in particolare il giallo. Vi siete mai chiesti come mai i fast food adottino proprio questo tipo di colori per i loro interni? Dunque, il consiglio estremo è quello di tingere le pareti di cucina e sala da pranzo di colore blu. Più immediato invece il suggerimento di munirsi di piatti, tovaglie e posate di questa colorazione.

Ridimensionare le portate. Per quanto possa sembrare scontato, ricerche approfondite dimostrano che le persone sono abituate a mangiare tutto quello che c’è nei loro piatti, anche a costo di soddisfare più del previsto la propria fame. Colpa delle nonne o degli enormi piatti piani? Forse tutte e due, ma visto che eticamente non è possibile eliminare il primo problema, sarebbe meglio acquistare piatti più piccoli per la propria casa. Lo stesso vale per i bicchieri, naturalmente, così da limitarsi al giusto apporto di calorie, anche liquide.

Restare fuori dalla cucina. Non sono poche le persone che parlano al telefono in cucina o lavorano direttamente sul tavolo della stessa. Inutile sottolineare come la {#cucina} è un ambiente in cui trovare del cibo è estremamente facile, quindi si è facilmente prede degli stuzzichini fuori pasto.

Spruzzare profumo di lavanda sul cuscino del letto. Studi dimostrano che una buona alimentazione dipende anche dalle ore di sonno notturne accumulate. Ne consegue che chi ha periodi di riposo di 5-6 ore ha una probabilità maggiore del 50% rispetto chi dorme nelle 7-8 ore raccomandate. Riempire la casa di un gradevole odore di gelsomino aiuta ad aumentare l’energia accumulata dal cibo, collegamento valido anche per profumi di menta forte.

Tenere attrezzature di {#allenamento} leggere in casa. Quindici minuti di esercizi fisici semplici in casa tramite leggeri manubri sono comunque meglio di altrettanto tempo passato davanti la televisione. Consigliabile mantenere gli attrezzi in vista, così che la voglia venga da sé soltanto con lo sguardo. Se si hanno delle scale ancora meglio: un quarto d’ora di su e giù aiuta infatti a bruciare 105 calorie, per un totale di 735 a settimana.

Sbarazzarsi dei vestiti larghi. Molte donne possiedono degli abiti di una taglia maggiore rispetto quella propria. Questo innesca uno strambo meccanismo mentale di auto-difesa secondo il quale una taglia in più permette di vivere con la sicurezza di non stare sforando un certo limite di peso. Meglio invece non rischiare e limitarsi a indossare abiti della giusta dimensione.

Decorazione sottile. Applicare un ritaglio di giornale, magari da una rivista di benessere femminile, sul proprio frigorifero aiuta a mantenere salda la convinzione sul proprio peso forma da mantenere/raggiungere.

Stupidaggini o segreti nascosti? Sarà meglio scoprirlo.

Fonte: Women’s Health.