Ne ha parlato in un recente Convegno Assoedilizia il Presidente Colombo Clerici, che analizza in tutta la sua realtà le conseguenze della manovra fiscale del Governo sugli immobili, in particolare nel comparto della locazione immobiliare.

Secondo Assoedilizia, l’Imu produrrà un prelievo fiscale sugli immobili superiore al 15% del canone di locazione, annullando così i benefici della cedolare secca, e una riforma catastale che avrà effetti espropriativi devastanti. E questo proprio in un momento di grave crisi economica per il settore immobiliare e la locazione in particolare.

Affitti e prezzi di vendita nettamente in calo; grandi quantità di immobili sfitti e invenduti; una vasta morosità in atto, in quanto gli inquilini non riescono più a pagare i canoni di locazione sia per gli immobili abitativi che per quelli commerciali e professionali: una situazione d’emergenza che avrebbe sconsigliato una tassazione così elevata.

L’Imu, secondo Assoedilizia, è una patrimoniale vera e propria, in quanto se da un lato grava anche sugli immobili all’estero, pur senza alcuna attinenza all’erogazione di servizi comunali, dall’altro si applica anche se l’immobile non è produttivo o non è neppure idoneo a produrre reddito.

Per i contribuenti che applicano la cedolare secca, ma anche per i contribuenti soggetti ad Ires, il risultato è una condizione peggiore di quella precedente all’introduzione di questa misura fiscale. Fra le spese di manutenzione straordinaria, gli interventi di adeguamento tecnologico ed energetico, le spese di assicurazione e di amministrazione-gestione dell’immobile e relative imposte ed oneri sociali, il peso fiscale reale si aggira tra il 70 e l’80% del reddito e spesse volte oltre.

In questa situazione viene a mancare in Italia l’interesse per l’investimento nella locazione. Senza la sinergia economica della locazione per la casa e per gli immobili commerciali, artigianali e spesso per molti edifici industriali, non si riescono a fronteggiare le emergenze abitativo/funzionali delle città. Oggi la locazione in Italia, soprattutto nel settore abitativo, è già ridotta ai minimi.

Gli alloggi in affitto sono attualmente meno del 19%, contro una media europea di oltre il 40%. E questo dato rappresenta un freno alla mobilità abitativa e di conseguenza alla mobilità delle forze di lavoro e di studio: un ostacolo, dice il Presidente Assoedilizia Achille Colombo Clerici, ai processi di trasformazione richiesti dal mondo moderno. La prospettiva è una sola: un serio freno alla redditività e all’interesse per l’investimento.

Colombo Clerici tiene a sottolineare: ”Noi non siamo contro il Governo Monti, che sta facendo un grande sforzo per ammodernare il Paese: chiediamo qualche correttivo alla manovra per eliminare i fattori distorsivi e sperequativi presenti nella normativa che disciplina il trattamento fiscale degli immobili, in particolare di quelli locati”.