Nella dichiarazione dei redditi sono detraibili spese varie che riguardano la casa e la famiglia: ad esempio, le spese per il mutuo, gli immobili di interesse storico o artistico concessi in locazione, la cedolare secca, le spese per carichi di famiglia…

Riferendoci alla prima voce, ovvero le spese per il mutuo, comprensive dell’onorario per la stipula di un contratto di mutuo e delle spese che il notaio sostiene per conto del cliente come, ad esempio, quelle per l’iscrizione e la cancellazione dell’ipoteca, sono detraibili secondo il principio di cassa, cioè nell’anno di costituzione del deposito presso il notaio. Non è rilevante il fatto che l’emissione della fattura possa avvenire nell’anno successivo: precisiamo che il notaio ha sessanta giorni di tempo.

Per quanto riguarda gli immobili di interesse storico o artistico concessi in locazione, i contribuenti, per calcolare gli acconti 2012 dell’Irpef e dell’addizionale comunale, in base alle disposizioni del Dl n. 16/2012 (“semplificazioni tributarie”) che hanno modificato il trattamento fiscale di questa tipologia di immobili, dovranno assumere, quale imposta del periodo precedente, quella che sarebbe risultata applicando le regole introdotte dal decreto legge n. 16 e potranno versare la differenza tra gli acconti calcolati senza tener conto delle nuove disposizioni e quelli determinati in base all’attuale disciplina entro il 30 novembre 2012, senza incorrere in sanzioni. Gli interessi sull’importo saranno dovuti nella misura del 4% annuo.

Per quanto riguarda la cedolare secca e la verifica delle soglie di esenzione per le addizionali all’Irpef, regionale e comunale, commisurate al reddito, su eventuale disposizione della Regione o del Comune, nel reddito complessivo del locatore va considerato anche il reddito fondiario assoggettato alla cedolare secca.

Nella dichiarazione dei redditi sono detraibili anche le spese per carichi di famiglia. Deve essere divisa al 50% tra i genitori separati la detrazione per il figlio che, nel periodo in cui era minorenne, era stato affidato alla madre, ma diventato maggiorenne ha deciso di vivere con il padre. Il padre, in questo caso, non può usufruire dell’intera detrazione che spettava alla madre per il periodo di affidamento esclusivo quando la ragazza era minorenne, in quanto la convivenza con il padre, al compimento della maggiore età, non può essere equiparata all’affidamento. Pertanto, la detrazione va divisa al 50% fra i genitori, salvo diverse disposizioni per attribuire la detrazione al genitore che ha il reddito complessivo più alto, in base all’articolo 12, comma 1, lettera c) del Tuir.