Non solo studenti, infatti, cercano casa in condivisione per affrontare le necessarie spese quotidiane e far fronte all’emergenza economica e abitativa. Sono tempi duri per tutti.

La condivisione è ormai l’alternativa possibile anche per i giovani lavoratori fuori sede che sono costretti a rinunciare ad uno spazio abitativo personale, alla loro privacy, alle loro abitudini, al loro stile di vita sia pur modesto ma in una casa propria. Non è un vivere trendy, ma una costrizione di vita imposta dalle scarse risorse disponibili.

Il fenomeno è in crescita soprattutto nelle città universitarie, ma anche nelle località a vocazione produttiva, dovunque le aziende offrano lavoro: ecco, quindi, che il numero dei lavoratori in cerca di coinquilini, soprattutto donne, arriva a superare quello degli studenti. È boom, pertanto, di richieste per gli affitti in condivisione: il numero delle ricerche è triplicato rispetto allo scorso anno anche sui siti web.

I lavoratori, e non solo gli studenti, devono contenere le spese mensili, a causa del precariato progressivo. E anche per molti proprietari condividere casa e affittare una camera sono diventati il modo più economico per vivere in città. Adesso è molto comune trovare intere famiglie, divorziati e separati o affittuari, che nel trovarsi in una situazione di disoccupazione, hanno deciso di subaffittare una camera per far quadrare il bilancio.

In effetti, la domanda di camere è aumentato del 18%, anche se negli ultimi anni gli affitti sono diminuiti. Ma l’abbassamento dei prezzi non ha permesso comunque ad un segmento importante della popolazione di permettersi un appartamento.

Il modello di coabitazione da noi non è di lunga data: ha cominciato a diffondersi attraverso New York e Londra per diversi decenni, e poi da una situazione temporanea si è passati ad uno stile di vita. Molti sono costretti ad affittare le camere per sopravvivere, per far fronte all’affitto o al mutuo. Per alcuni è una scelta, per altri è un obbligo perché la condivisione non è facile. Ci sono anche casi in cui molte famiglie sono costrette a vivere in camere. Un situazione d’emergenza che annulla e mortifica la privacy dell’individuo.