Chi ha un figlio all’università o chi si deve spostare per lavoro sa quanto sia complicato trovare un alloggio a prezzi ragionevoli che sia anche comodo per recarsi all’università e in una zona sicura.

Il fatto di essere in una città che non si conosce rende il tutto ancora più difficile e spesso si incappa nella giungla degli affitti in nero.

Secondo una recente indagine del Corriere di Milano in Italia la percentuale dei fuori sede (studenti o lavoratori) che hanno un regolare contratto di affitto è solo del 32%, percentuale poco più alta di quella che risultava prima dell’introduzione della cedolare secca.

Gli studenti sono la categoria che risente di più di questo problema, in quanto, trattandosi di affittuari di breve durata (si trattengono solitamente per la durata dell’anno accademico) sono nelle mani di proprietari fai da te che preferiscono non regolarizzare la posizione o, quando lo fanno, l’importo dell’affitto è sempre molto inferiore a quello realmente pagato.

E’ una situazione comune in tutta la penisola. Per questo è importante sapere che, nel caso non ci sia un regolare contratto di affitto, l’inquilino può denunciare il padrone di casa all’Agenzia delle Entrate e ricevere un contratto regolare di 4 anni, più la riduzione del canone del 70-80%.