Nuovi dettagli emergono ancora dal caso riguardante la morte di Brenda, il transessuale coinvolto nella vicenda dell’ex governatore del Lazio, Piero Marrazzo.

Secondo gli investigatori, nelle ultime ricerche risulta che sia sparito uno dei tre mazzi di chiavi che aprivano il monolocale di Brenda, in Via Due Ponti 180 a Roma. Pare che questo mazzo di chiavi fosse stato rubato alla transessuale il giorno in cui fu aggredita da alcuni rumeni, l’otto novembre scorso.

Gli investigatori però hanno nuovi indizi sulla morte di Brenda che, a giudicare dall’autopsia che è stata svolta di recente, indicherebbero una morte per asfissia. Ci si concentra ora, dunque, sull’accertamento della presenza di sostanze infiammabili (o simili) all’interno del famigerato piccolo monolocale che potrebbero aver innescato l’incendio fatale.

E mentre i legali dei trans si stanno recando in procura in questi giorni, giunge notizia che la madre di Brenda a breve arriverà in Italia dal nord del Brasile, dove vive, per riconoscere e raccogliere le spoglie della figlia. Nel frattempo saranno ascoltati i vigili del fuoco che hanno spento l’incendio nel monolocale del transessuale, si aspettano i possibili risultati dal PC di Brenda (tra oggi e domani, i tecnici informatici potrebbero dare delle risposte) e continuano ad interrogare gli amici di Brenda nella speranza di poter ricostruire il quadro di cosa è accaduto.

In particolare, un’amica transessuale di Brenda, di nome China, ha affermato a Porta a Porta che Marrazzo avrebbe dato 30.000 euro a Brenda in cambio di alcune prestazioni. China, che sostiene di aver contato personalmente la somma pagata da Marazzo insieme alla stessa Brenda, aggiunge maliziosamente che la sua ex collega aveva anche innumerevoli telefoni cellulari ed era una grande esperta di computer. Un’ulteriore collega (transessuale) di Brenda afferma inoltre che Marazzo, preoccupato per la presunta esistenza di foto e filmati che lo ritraevano con Brenda, aveva molto a cuore che questi elementi fossero cancellati definitivamente.

Per adesso, le news sulla misteriosa morte della transessuale brasiliana si fermano qui, con l’invito a parlare di Leila Daianis, rivolto al mondo delle colleghe di Brenda, affinché parlino al fine di velocizzare le indagini per risolvere il caso, senza paura di ritorsioni o simili.