Dopo la scarcerazione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito per il caso Meredith, il sostituto procuratore Giuliano Miglini si esprime sulla sentenza della corte di Perugia. Qualcuno ha sbagliato e sicuramente la pressione mediatica di giornali e televisioni internazionali non ha favorito lo svolgimento delle indagini e la ricerca della verità.

Miglini è addirittura convinto che le informazioni trasmesse attraverso Internet, radio, televisione e giornali abbiano condizionato non poco la decisione, definendola “annunciata”:

Galleria di immagini: Amanda Knox

«È un processo con una pressione mediatica inaccettabile e con una decisione quasi annunciata: questo è anomalo.»

Nonostante il giudizio della corte d’appello, la famiglia di Meredith Kercher ha deciso di continuare a ricercare la verità e ricorrere alla Corte d’Assise d’Appello. Nel giudizio, a detta di Miglini, ci sono stati degli errori che hanno offuscato la verità dei fatti. Una riapertura del caso da un punto di vista legale potrebbe aiutare a far luce su quanto è successo davvero nella notte tra il 1 e il 2 novembre 2007:

«Secondo me gli errori sono dei periti, di questa corte d’appello e di questi giudici. Uno degli errori clamorosi è l’aver pensato che non c’erano i controlli negativi: invece c’erano e non se n’erano accorti. Aspettiamo prima di parlare: poi alla fine vedremo chi ha ragione tra la corte di primo grado e la corte d’assise d’appello.»

Fonte: La Repubblica