Mentre su Internet impazza il tormentone dei “calzini turchesi”, Claudio Brachino porge le proprie scuse al giudice Raimondo Mesiano riguardo il famoso servizio mandato in onda la scorsa settimana.

Si è trattato di un brutto momento di televisione: il giudice è stato denigrato solo a causa di una serie di forzature giornalistiche. Mesiano, infatti, è divenuto oggetto di ilarità semplicemente per l’abbigliamento casual prescelto per passare la propria giornata di riposo. Sia la carta stampata che la rete si sono scagliati contro questo attacco alle libertà individuali e, di conseguenza, al tentativo di delegittimazione del giudice.

Claudio Brachino, data l’eco mediatica della vicenda, ha deciso di rettificare e porgere le proprie scuse alla vittima del servizio:

Mi scuso con Mesiano. Il servizio trasmesso giovedì scorso, non è stato un capolavoro e mi impegno a non trasmettere più quelle immagini. Ma è inaccettabile la reazione di Repubblica: basta con gli insulti. Invito il giudice a venire in trasmissione affinché gli possano essere rivolte alcune domande.

In realtà, la scelta di Brachino sembra essere stata suggerita dalla deontologia giornalistica: la stampa deve trattare personaggi pubblici e i giudici, benché registi di importanti fatti d’attualità, non possono essere considerati alla stregua di un semplice partecipante di reality.

Non è ancora dato sapere se effettivamente Mesiano accetterà la proposta di partecipazione a Mattino Cinque. Tuttavia, è lecito credere che la questione verrà dibattuta ancora per molto tempo.