La maggioranza di Governo oggi ha avuto la meglio nel voto parlamentare sul caso Ruby Rubacuori: è stato dunque approvato il parere della Giunta per le Autorizzazioni di Montecitorio, che prevede di restituire gli atti delle indagini con cui la Procura di Milano ha chiesto di poter perquisire l’ufficio dell’amministratore privato di Silvio Berlusconi, Giuseppe Spinelli.

A votare il sì alla Camera sono stati in 315 deputati, mentre per il no hanno votato in 298; un solo astenuto, Luca Barbareschi di Futuro e Libertà, non a caso vociferato nelle ultime ore per un suo possibile allontanamento da Gianfranco Fini e conseguente riappacificazione con il Popolo della Libertà di Berlusconi.

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Il risultato della votazione è stato salutato con un boato da parte della maggioranza, mentre nell’opposizione alcuni esponenti dell’Italia dei Valori hanno espresso il proprio dissenso con il pollice in giù; Rosy Bindi del Pd ha invece sventolato fieramente la sua sciarpa bianca, simbolo della lotta delle donne contro la condotta moralmente deprecabile del presidente del Consiglio.

La decisione della Camera era già stata anticipata, ma ha dimostrato una buona tenuta da parte del Governo, con Umberto Bossi che si è dimostrato particolarmente soddisfatto:

“Il governo per adesso va avanti, i numeri di questa votazione sono buoni”.

Con questa decisione è stata dunque accettata la tesi del Pdl, secondo cui Berlusconi con la sua telefonata alla questura di Milano avrebbe agito convinto che Ruby fosse per davvero nipote del presidente egiziano Hosni Mubarak.