La prima udienza del caso Ruby, in cui Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti sono accusati di induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile, ha determinato il rinvio del processo al 20 gennaio, dopo che il tribunale giudicante ha ritenuto che le ragazze coinvolte nel caso fossero tutte “parti offese”.

Infatti, il collegio giudicante del caso Ruby presieduto dalla dott.ssa Anna Maria Gatto, ha considerato tutte le ragazze di Via Olgettina vittime del reato di induzione alla prostituzione e le ha invitate a costituirsi parte civile nel processo.

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E proprio per permettere la consegna tecnica delle notifiche, l’udienza è stata rinviata all’anno nuovo. La procura di Milano, quindi, ha confermato la linea adottata nel corso delle indagini preliminari dove solo Chiara Danese, Ambra Battilana e Imane Fadi avevano chiesto di essere parte nel processo, mentre Ruby Rubacuori non ha mai avanzato tale proposito.

Alla notizia della decisione del tribunale di Milano, non tarda la replica di Niccolò Ghedini, avvocato di Silvio Berlusconi, che si scaglia contro le argomentazioni sostenute dal collegio giudicante:

«Ragazze parti offese? Tesi assai ardita, che va contro l’interpretazione della legge e che segue una giurisprudenza minoritaria».

Intanto anche Paolo Righi, difensore di Nicole Minetti promette battaglia e dichiara che si opporrà alla costituzione di parte civile delle ragazze che hanno allietato le presunte feste ad Arcore nella villa di Silvio Berlusconi.

Fonte: Il Messaggero