Ruby Rubacuori si prostituiva: Marco Ciacci, funzionario capo della polizia giudiziaria di Milano, lo ha raccontato al processo in cui è implicato l’ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Nella sua testimonianza, Ciacci ha parlato di appunti su agende e intercettazioni telefoniche relativi ai compensi che Karima El Marough, alias Ruby, percepiva in cambio di prestazioni sessuali durante le serate ad Arcore.

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All’epoca dei fatti Ruby era ancora minorenne e pare ci siano diversi “elementi convergenti” che dimostrano i rapporti sessuali tra la ragazza marocchina e Silvio Berlusconi. Nella scorsa udienza, Marco Ciacci aveva solo parlato di dichiarazioni rilasciate dalla coinquilina di Ruby e da Giuseppe Villa, titolare di un bar. Ma questa volta, ad incastrare Ruby sarebbe una telefonata diretta al suo fidanzato Luca Risso.

La difesa legale di Berlusconi, durante l’ultima udienza, ha continuato a sostenere che l’ex Premier sarebbe intervenuto all’arresto di Ruby solo perché convinto che questa fosse la nipote di Hosni Mubarak, all’epoca dei fatti presidente egiziano. Una volta scoperto che si trattava di una bugia, Berlusconi non si sarebbe mai più interessato a Ruby Rubacuori nei successivi arresti.

Ma secondo la procura, le cose non sono andate così: si ritiene infatti che Berlusconi non abbia più cercato di aiutare Ruby perché la ragazza era ormai sotto l’ala protettrice di Lele Mora, che ancora oggi è indagato per sfruttamento della prostituzione.

Bisogna quindi aspettare per conoscere le decisioni prese per il processo del caso Ruby, alla luce dei nuovi fatti presentati durante l’ultima udienza.

Fonte: Il Messaggero