La Guardia di Finanza ha perquisito ieri la redazione del Tg1 e il direttore Augusto Minzolini è ufficialmente indagato dalla procura di Roma per abuso d’ufficio e mancato adempimento di un’ordinanza del giudice del lavoro.

È questa l’evoluzione surreale della brutta vicenda che riguarda l’estromissione dalle proprie funzioni di Tiziana Ferrario, decennale front-woman del telegiornale di RaiUno. L’intera storia ha avuto inizio nel 2009 alla promozione come direttore del Tg1 di Minzolini, il quale in questi anni è stato più volte redarguito dall’Agcom per “forte squilibrio” a favore di {#Silvio Berlusconi} e della sua parte politica.

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Nel 2010 Augusto Minzolini rimuove dal ruolo di conduttori del TG1 {#Tiziana Ferrario}, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso, sostituendoli con i colleghi Francesco Giorgino, Laura Chimenti e Francesca Grimaldi. La Ferrario intenta così una causa presso il Giudice del Lavoro, ritenendo di essere stata privata del proprio ruolo perché invisa ad Augusto Minzolini e alla sua fazione politica di riferimento.

La sentenza del Giudice del Lavoro dà ragione alla Ferrario, imponendo al Direttorissimo il reintegro della stessa alla conduzione del telegiornale. Minzolini ignora di fatto la sentenza e presenta un ricorso al tribunale, il quale viene però rigettato con un secondo perentorio ordine di reintegro della giornalista.

Si arriva così a una denuncia penale da parte della Ferrario, alla perquisizione della redazione del telegiornale di punta della Rai, e all’indagine per abuso d’ufficio nei confronti di Augusto Minzolini, il quale però ostenta tranquillità:

«È una boiata pazzesca tutto il clamore sollevato dalla vicenda Ferrario, cioè l’acquisizione dovuta da parte della magistratura di documentazione dopo una denuncia penale della stessa Ferrario attraverso il suo legale. È qualcosa che non mi riguarda direttamente, esagerazioni contro di me per avere eco mediatica».

Il direttore non ha poi esitato a mandare in onda nell’edizione serale del TG uno dei suoi ormai famigerati editoriali, facendo un parallelismo tra la propria vicenda personale e le indagini su Silvio Berlusconi, e accusando direttamente i magistrati:

«A volte non posso non rimanere perplesso di fronte ai loro comportamenti. Mandare la guardia di Finanza negli studi del Tg1 se non è un’intimidazione, è sicuramente un’esagerazione che finisce per avere un’amplificazione mediatica»

Fonte: La Repubblica