Piero Marrazzo, ex governatore della regione Lazio, è stato fermato dai Carabinieri ad un posto di blocco in via Tuscolana: nella sua auto è stato trovato in compagnia di un viado sudamericano. Prima che gli fossero poste domande, Marrazzo ha tenuto a precisare che la trans era una sua amica e che la stava riaccompagnando a casa.

Le Forze dell’Ordine, che avevano fermato l’auto di Marrazzo perché sembrava sospetta, hanno effettuato i dovuti controlli e non è risultata nessuna irregolarità a carico dell’ex politico.

Ma nonostante Marrazzo agisse nella piena legalità, i giornali ne hanno subito approfittato per infamare nuovamente il suo nome. In particolare, il giornalista ha deciso di fare causa alla testata “Libero“: l’articolo ad essere sotto accusa si intitola “Marrazzo ci ricasca”.

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Secondo Luca Petrucci, legale di Piero Marrazzo, il giornale fondato da Vittorio Feltri starebbe cercando di distruggere la reputazione del suo assistito:

“Ho ricevuto l’incarico da Piero Marrazzo di procedere nei confronti del quotidiano Libero che, da oltre un anno, ha intrapreso una campagna denigratoria nei confronti di un cittadino che si è dimesso da un’importante carica pubblica senza aver commesso alcun reato e con l’unico fine di cancellarne l’immagine. Questo ulteriore vergognoso attacco viola, ancora una volta, i diritti fondamentali di un uomo già duramente colpito.”

Ad ogni modo, non è la prima volta che l’auto di Marrazzo viene fermata a un posto di blocco: quattro mesi fa, il giornalista è stato fermato in via Bruno Bruni e ha dovuto pagare una multa perché non aveva con sé il libretto di circolazione del veicolo.