Cassandra Raffaele commenta a freddo la sua eliminazione da X-Factor. Non si sente un personaggio televisivo, non si sente una cantante televisiva, anche se ricorda con emozione e affetto i momenti nel loft di X-Factor, in particolare con Nevruz Joku e Dorina Leka. Con Nevruz aveva persino iniziato a scrivere un pezzo, che spera di continuare una volta che sarà terminato il talent show.

L’avvicinamento di Cassandra a Nevruz era stato visto da alcuni come un escamotage per attirarsi le simpatie del pubblico, dato che l’eccentrico rocchettaro è il preferito di molti. Ma, secondo Cassandra, fosse stato quello il suo scopo, si sarebbe spinta oltre, invece è felicemente fidanzata.

Un rammarico particolare, Cassandra lo sente per essere stata in ballottaggio contro Ruggero. I due praticano generi musicali troppo differenti, oltre ad avere un’età differente, uno stile differente:

Durante la serata ho cercato di mantenere una posatezza, però ero molto arrabbiata. Per me non era stata una vera e propria sfida: la sfida avrebbe avuto più gusto se dall’altra parte ci fosse stato qualcuno di più proiettato nel presente e non nel futuro. Non lo so se lo meritava. Avrei vissuto meglio la sfida con un’altra persona. Ruggero rappresenta un mondo, io ne rappresento totalmente un altro, forse totalmente dissonante anche da X-Factor. Mi rendo conto che non avevo niente di televisivo. Tornando a Ruggero avrà vinto contro di me per tanti motivi, sicuramente attendibili per chi ha giudicato, ma non per il mio gusto musicale.

La cosa che più le ha fatto male è stato però che le siano state rivolte delle critiche perché urlava troppo. Anna Tatangelo le ha anche mosso degli appunti per il suo carattere. Secondo Cassandra, in televisione è anche normale che la Tatangelo abbia parlato del suo carattere, ma forse i giudici, a suo avviso, avrebbero dovuto ascoltarla meglio e di più:

La cosa più brutta è stata sentirmi dire che urlavo. Lì hanno toccato proprio la parte profonda della mia interpretazione, la parte viscerale, una parte cara. Per chi fa blues, come me, è proprio una cosa pesante da digerire. […] In un talent show purtroppo va commentato anche il carattere. lo dico a mie spese perché io sin dall’inizio avrei voluto essere giudicata per come cantavo. Alla fine certe sfumature del mio apparire sono andate in primo piano. Certe volte salivo sul palco e avevo l’impressione di non essere minimamente ascoltata dai giudici per come cantavo. Nell’esprimere i giudizi notavo molta superficialità. Il mio timbro di voce passava inosservato quando mi spaccavo in quattro, mentre altre mie colleghe venivano riempite di complimenti.