Annata disastrosa per il settore della castanicoltura: secondo quanto dichiarato dall’ dall’Assemblée des Régions d’Europe Fruitières, Légumières et Horticoles (Areflh) da cinque anni a questa parte è stato registrato un dimezzamento netto nel raccolto delle castagne, tutto per colpa di un organismo nocivo.

Il cinipide galligeno del castagno, un insetto killer arrivato nel Bel Paese dalla Cina ormai alcuni anni fa e non ha fatto che causare danni al settore e, secondo la stessa assemblea tenutasi in Spagna è risultato  che rispetto al 2008, anno in cui la produzione delle castagne ammontava a più di 55.000 tonnellate, ad oggi invece si è letteralmente dimezzata, andando ben al di sotto delle 24 mila tonnellate. A risentirne anche l’export delle castagne che, secondo i dati Eurostat, si è ridotto al 11.488 tonnellate nel 2013, rispetto alle 15.900 tonnellate del 2010.

Per il momento bisognerà aspettare che l’insetto antagonista della vespa killer – il parassitoide Torymus sinesis – faccia il suo dovere, ma ci vorrà ancora qualche anno prima che il settore possa risollevarsi, perché questo avrebbe effetti solamente a distanza di dieci anni.  Nel frattempo, durante il meeting “Castanea 2014” è emerso che bisogna ricorrere al recupero dei vecchi castagneti, puntando non solo sulle piante secolari ma anche su nuovi sistemi di irrigazione, di raccolta meccanica ed sulle varietà di castagne tradizionali ed ibride.

E come se il cinipide non fosse abbastanza, il raccolto è stato danneggiato anche dalle condizioni meteo avverse, che sono adnate a danneggiare ulteriormente i raccolti e l’economia delle imprese del settore, portando altre piccole malattie come la fersa.

Questo disastroso calo, quindi, non poteva che portare un aumento delle importazioni da paesi esteri – aumentate da 5.496 a 28.188 tonnellate nel 2013 (dati Istat) – e per questo motivo, con grandissima probabilità, la maggior parte in cui ci troveremo a gustare delle caldarroste, queste potrebbero non essere italiane.

Proprio per questo motivo Coldiretti ha lanciato l’allarme, sostenendo che le istituzioni dovrebbero, oltre a lottare contro il Cinipide, anche controllare maggiormente l’origine delle castagne in vendita, per evitare che vengano etichettate come italiane quando invece arrivano da Spagna e Portogallo, ma anche da Slovenia e Turchia.

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