A Castellammare di Stabia è stato redatto un decalogo di ben 41 articoli, rifinito dall’assessore alla sicurezza Luigi Mamone, ma voluto fortemente dal sindaco Luigi Bobbio. Una guerra contro il mal costume, per ripristinare il decoro urbano, per favorire una migliore convivenza civile, così come l’ha definito il primo cittadino.

Un insieme di normative, dettami, regole e sanzioni che vanno dai 25? fino ai 500? per contrastare, se non annientare, comportamenti che si contrappongono alla sicurezza cittadina, la decenza, l’educazione alla legalità, l’igiene e il decoro nelle attività e nei mestieri.

Per questo motivo, così come si apprende dalle pagine del Corriere del Mezzogiorno, ai cittadini e ai turisti di Castellammare di Stabia è stato vietato di girare a torso nudo per la città, di indossare minigonne, abiti succinti e scollature troppo provocanti. Ai bambini è stato negato di giocare a pallone nei giardini della Villa Comunale; banditi inoltre il turpiloquio, le bestemmie, le frasi offensive. In merito alla vendita di alcolici, nel Regolamento si legge:

La cessione o la vendita da parte di esercizi commerciali, bar o ristoranti, di bevande alcoliche a minori di età è vietato in qualunque orario di apertura, mentre per i maggiorenni non si possono somministrare prodotti ad alta gradazione dalle 22 alle 8 di tutti i giorni feriali e festivi.

Così si è espresso il parroco della cittadina, Don Paolo Cecere:

Trovo sia una decisione giusta in questo modo si contrasta anche il dilagare delle molestie sessuali.

La Campania non è nuova ai divieti: nel 2008 vennero negati gli zoccoli per le strade di Capri perché producevano troppa confusione.

Siamo certi che il primo cittadino di Castellammare di Stabia prenderà le decisioni migliori in merito al benessere della sua città, ma non è con i divieti serrati che si educa e si informa al rispetto e alla buona convivenza civile.