Nonostante le discussioni, i rimproveri, la disapprovazione dell’opinione pubblica, continuano a fioccare taglie forti fra le 44. L’ultima faccenda in ordine cronologico è quella riguardante il catalogo di H&M, nota catena di abbigliamento, che nella sezione taglie forti sfoggia modelle di taglia M o 44. Io comincio a pensare che sia una tattica pubblicitaria.

In effetti, a seguito della distribuzione del suddetto catalogo, lo stesso ha riscosso un successo strepitoso, pure se in negativo (ma l’importante è che se ne parli no?). I tweet sono piovuti dal cielo come acqua, fino a far smuovere anche l’opinione pubblica svedese, che dà i natali al marchio, nelle parole dell’avvocato Emma Igelström che ha puntato anche l’attenzione sul ruolo sociale che H&M riveste come sponsor ufficiale della squadra olimpica svedese, appunto.

Sotto accusa è, naturalmente e giustamente, l’immagine che H&M trasmette in tal modo del corpo femminileper l’ennesima volta mercificato, demonizzato, degradato, trattato come un soprammobile di cui scegliere le dimensioni. Mi sono addirittura stufata di scriverli certi termini. Eppure il mondo non può girare intorno a una taglia.

Chiamateci taglie forti, chiamateci donne in sovrappeso, chiamateci misure comode, trovate il termine che più vi aggrada, ma per favore lasciateci vivere in pace, perchè il nostro cuore batte anche se indossiamo un jeans con scritto M o L o XL sull’etichetta.

Una soluzione ci sarebbe: sdoganare le definizioni, dare loro un altro “peso”, oppure eliminarle completamente dal vocabolario. Se le parole “taglia forte”, “sovrappeso”, “perfezione estetica” diventassero contenitori vuoti infatti, sparirebbe tutto il resto: l’ossessione per l’estetica, la ricerca spasmodica della perfezione presunta, l’infelicità per un rotolo di ciccia in più. Perchè è risaputo che quando una cosa non trova un nome, quella cosa nella mente umana non esiste.

A quel punto le modelle potrebbero essere anche mescolate fra loro, in passerella e sulla carta, senza quella fastidiosa divisione da catalogo che provoca un’inevitabile irritazione alla pelle. Perchè la diversità esiste, sarebbe ora di metterselo in testa. Esprimo il mio pensiero con un esempio: gli occhi azzurri sono bellissimi, ma gli occhi neri hanno un fascino senza tempo; perchè dovremmo amare gli uni a tutti i costi e privarci degli altri per piatta convenzione?!?

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