Grazie al voto favorevole di soli 4 deputati, il Governo di Silvio Berlusconi ottiene la fiducia e conferma, così, il proprio mandato. Determinante è stato il voto di due donne, Catia Polidori e Maria Grazia Siliquini, le quali hanno acceso fitte polemiche in Parlamento e gettato nuove ombre sui sospetti delle compravendite. La domanda che tutti si pongono, infatti, riguarda possibili scambi economici, o di altra natura, utilizzati per convincere le deputate a votare in modo contrario a FLI, il proprio schieramento d’origine.

A generare il maggior malcontento è Catia Polidori che, solo pochi mesi fa, in un video elogiava le caratteristiche di FLI, considerata una forza politica capace di rinnovare e concludere l’epoca berlusconiana. Dopo aver espresso il proprio voto a favore del Governo, la Polidori è stata accolta da fragorosi applausi dalle fila del PDL ma, contemporaneamente, è stata oggetto di forti insulti da parte dei colleghi di FLI. Il tutto, poi, è sfociato in una rissa tra PDL e FLI, che ha costretto il Presidente della Camera Gianfranco Fini a sospendere momentaneamente la seduta.

A quanto sembra, la Polidori avrebbe incontrato il Premier, accompagnata da una folta scorta a causa di possibili rischi per la sua incolumità, poco prima del voto. Secondo Luca Barbareschi, la donna avrebbe ricevuto rassicurazioni, o minacce, in merito alla propria attività imprenditoriale connessa al famoso gruppo CEPU. In altre parole, Barbareschi lascia intendere l’esistenza di una compravendita di voti da parte di Silvio Berlusconi, in modo da assicurarsi una fiducia seppur risicata.

Le polemiche, però, non si sono concentrate solo alla Camera. Anche il popolo della Rete ha voluto manifestare il proprio dissenso nei confronti del dubbio comportamento della Polidori. Su Facebook, la pagina “Vergognati Catia Polidori” ha raggiunto i 1.400 iscritti in poco meno di un’ora, confermando così come anche l’opinione pubblica nutra dei sospetti sulla trasparenza della scelta dell’ex finiana.

Diversa negli intenti, ma non negli effetti, la decisione di Maria Grazia Siliquini. Non vi sarebbero, in questo caso, sospetti legati ad attività extraparlamentari: la deputata avrebbe deciso di votare autonomamente la fiducia al governo, forse per contestare la direzione assunta da FLI.

A prescindere da vincitori e vinti, il quadro che ne emerge è tutt’altro che edificante. La seduta alla Camera è stata accompagnata da cori continui, prima con l’abbandono di Silvio Berlusconi e dei deputati PDL durante l’intervento di Antonio Di Pietro, poi con il voto della Polidori e, infine, con urla da hooligan alla conferma della fiducia. Non sono mancati, inoltre, gli insulti: tra i “tr**a” urlati nei confronti dell’imprenditrice CEPU e il dito medio sollevato da Gasparri nei confronti di Fini, ci si chiede se gli italiani meritino davvero di essere rappresentati da tale maleducazione. Un problema, questo, trasversale a tutti gli schieramenti politici.