Dopo la presentazione all’ultimo {#Festival del Cinema di Venezia}, approda nei cinema “Cavalli“, primo lungometraggio del giovane regista milanese regista Michele Rho. Dopo aver lasciato alle spalle una notevole serie di cortometraggi, Rho si è affidato alla produzione della casa esordiente Settembrini Film e alla distribuzione di Lucky Red, la società di Andrea Occhipinti che ha tra le sue caratteristiche quella di puntare sui giovani talenti del panorama cinematografico italiano.

Protagonisti del film sono Vinicio Marchioni e Michele Alhaique, visti rispettivamente in “Romanzo Criminale” e “Che bella giornata” solo per citarne alcuni, insieme a Giulia Michelini di “Immaturi”. Ad aggiungere valore alla pellicola ci sono anche l’attore e regista Duccio Camerini insieme a Cesare Apolito, oltre al breve cameo di {#Asia Argento}, nei panni della sfortunata madre dei due ragazzini Alessandro e Pietro.

Galleria di immagini: Cavalli

In un piccolo paese degli Appennini, i fratelli Alessandro (Marchioni) e Pietro (Alaique) vivono in una casa sperduta insieme ai genitori. Dopo la scomparsa della madre (Argento), morta prematuramente, il padre (Apolito) vende tutti i suoi averi per regalare ai due bambini, molto diversi ma uniti tra loro, due puledri da domare: Baio e Sauro. Grazie all’aiuto del maniscalco Pancia (Camerini), i due ragazzi crescono imparando il mestiere del loro mentore fin quando, ormai adulti, le loro strade si separano. Alessandro, il più grande, si sposta in paese con la speranza di oltrepassare le montagne e andar via lontano mentre Pietro, più giovane e assennato, vuole seguire le orme di Pancia diventando un bravo allevatore e sposando Veronica (Michelini), la ragazza che ama.

“Cavalli” è un’opera ambiziosa e singolare, giocata soprattutto sulle immagini romantiche e sui dettagli del quale Rho non è mai parco. I paesaggi della Toscana, luogo dai panorami al limite tra il sogno e la realtà, fanno da perfetta cornice al filo narrativo della storia e danno ancora più corpo e realismo all’ambientazione temporale del racconto, a cavallo tra gli ultimi due secoli della storia delle campagne nostrane.

Purtroppo però, a far da contraltare alla magia della scena, c’è un trama fin troppo lineare che, sebbene ottimamente supportata da tutti gli interpreti del cast, non sfocia mai in una risoluzione inaspettata. I personaggi risultano piuttosto piatti e poco articolati, nonostante la crescita che si articola lungo durante tutti i 93 minuti di pellicola; lo stesso le avventure: la tensione intrinseca degli sviluppi non riesce mai a esplodere, nonostante sia palpabile fin dall’inizio.

Come la storia dei due giovani Alessandro e Pietro, “Cavalli” è un lungo viaggio verso una montagna da scalare, difficile ma prevedibile, sebbene il rapporto tra uomo e natura sia uno dei legami più forti tra quelli esistenti. Peccato, visto che il tema del desiderio di libertà, palpabile nella relazione d’amore tra i due ragazzi e i loro cavalli, poteva dare spunto per una sceneggiatura più sfaccettata e di polso. Un’opera prima, dunque, riuscita a metà ma che per Rho potrebbe essere un ottimo trampolino di lancio per mostrare il suo talento in un futuro prossimo.