Le caviglie gonfie sono in genere causate da un accumulo di liquido provocato dalla ritenzione idrica e che può coinvolgere, oltre alle caviglie stesse, anche piedi, polpacci e cosce. Ad esserne soggetti, solitamente, sono coloro che si trovano in età avanzata, che hanno chili in eccesso, che hanno problemi alle vene oppure le donne in stato di gravidanza.

Le caviglie gonfie possono essere provocate dunque da una serie di cause: scoprire quale possa essere la fonte della ritenzione idrica può essere di grande aiuto per curare il problema ed eliminarlo in modo definitivo. Alla base delle caviglie gonfie vi possono essere anche importanti patologie che il medico dovrà diagnosticare e trattare.

Caviglie gonfie: le cause

In base a tutte le premesse fatte, le cause che possono provocare il fenomeno delle caviglie gonfie sono soprattutto:

  • traumi fisici
  • immobilità prolungata
  • utilizzo di farmaci
  • scompenso cardiaco
  • insufficienza renale
  • insufficienza epatica
  • insufficienza venosa
  • embolia
  • linfedema
  • trombosi venosa
  • vene varicose
  • cirrosi biliare primitiva
  • infarto del miocardio

Caviglie gonfie: i sintomi

I sintomi più comuni associati alle caviglie gonfie possono essere:

  • ritenzione idrica
  • difficoltà a camminare
  • affaticamento
  • dolore
  • formazione di vesciche
  • mal di testa
  • mal di pancia

Caviglie gonfie: i rimedi

I rimedi migliori per combattere i fastidi provocati dall’avere caviglie gonfie, oltre all’eventuale cura prescritta dal medico, sono tutti incentrati a sopportare con minor fatica i disagi derivanti da questo problema. Per trovare sollievo, ad esempio, si possono mantenere le gambe leggermente sollevate mentre si sta sdraiati oppure indossare calze elastiche. Sarebbe bene ridurre la quantità di sale presente nei cibi.

Qualora il gonfiore delle caviglie dovesse essere stato provocato da un trauma, il dolore e il fastidio possono essere alleviati utilizzando impacchi di ghiaccio e fasciature. Se le caviglie sono gonfie, poi, sarebbe meglio evitare di camminare mentre dovrebbe essere privilegiato il riposo, possibilmente mantenendo le gambe leggermente sollevate, con il sostegno di un cuscino.