La dichiarazione dell’opzione per il nuovo regime fiscale sugli affitti, sottoscritta e completa dei dati identificativi del contratto e delle parti, potrà essere adottata fino a quando non sarà individuata una regola definitiva. Di seguito, in dettaglio…

In caso di revoca della cedolare secca, si può fare domanda anche in carta libera. Così chiarisce l’Agenzia delle Entrate con la circolare n.20/E del 4 giugno 2012. In attesa del modello definitivo per l’imposta sostitutiva sugli affitti, e fino a quando non sarà definta una modalità di revoca “a regime”, i contribuenti che intendono rinunciare all’opzione della cedolare secca possono farlo in carta libera, con una dichiarazione sottoscritta e contenente i dati necessari all’identificazione del contratto e delle parti. In alternativa, può utilizzare il modello 69 come schema di richiesta della revoca.

Scade il prossimo 1° ottobre il termine entro il quale ha tempo per inviare la raccomandata con la quale comunica al’inquilino la rinuncia all’aggiornamento del canone a qualsiasi titolo, sia nel caso che l’acconto dovuto sia stato versato sia nel caso che invece non sia stato effettuato. Il versamento non eseguito può essere sanato mediante il ravvedimento operoso, utilizzando i codici tributo “1992”, per gli interessi, e “8913”, per la sanzione.

Per i contratti già in corso al 7 aprile 2011 il proprietario può scegliere la cedolare direttamente nella dichiarazione. Possono optare per la cedolare secca anche i proprietari che abbiano tenuto conto del reddito derivante dalla locazione dell’immobile per uso abitativo, per il calcolo e il versamento dell’acconto Irpef 2011, a condizione che ricorrano tutte le altre condizioni richieste.

In questo caso, il proprietario deve presentare istanza per la correzione del codice tributo, segnalando di considerare l’importo versato a titolo di acconto Irpef come acconto per la cedolare secca per il 2011. Il maggior versamento dell’acconto Irpef sarà indicato come acconto della cedolare secca, sia nel modello Unico 2012 sia nel 730/2012. Quindi, nel caso in cui il proprietario decida di optare per l’imposta sostitutiva per un appartamento affittato e assoggettato a Irpef nel 2011 a partire da quest’anno, non deve versare l’acconto 2012.

NOTA

Non bisogna “replicare” negli anni successivi la comunicazione di rinuncia all’aggiornamento del canone inviata all’inquilino al momento della scelta per la cedolare secca espressa per il 2011, se è stata inviata entro i termini stabiliti. Infatti, la cedolare secca è valida per tutta la durata del rapporto, salvo revoca del proprietario.