L’acconto della cedolare secca a partire dal periodo di imposta 2012 è pari al 95 per cento dell’imposta dovuta a titolo di cedolare secca per l’anno precedente.

Per effetto del differimento di 3 punti percentuali, in riferimento al comma 2 dell’articolo 1 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 21 novembre 2011, la misura dell’acconto per il periodo di imposta 2012 è ridotta dal 95 per cento al 92 per cento dell’imposta dovuta a titolo di cedolare secca per l’anno precedente.

Se nell’anno 2011 un contribuente ha assoggettato all’Irpef il reddito dell’immobile dato in locazione e intende esercitare dal 2012 l’opzione per la cedolare secca per le residue annualità di durata del contratto non è obbligato al versamento dell’acconto della cedolare secca per l’anno 2012.

PRECISAZIONI E CHIARIMENTI

La comunicazione del proprietario all’inquilino della scelta del nuovo regime di tassazione per gli affitti, ovvero della cedolare secca, è valida fino a eventuale revoca della scelta stessa. Quindi, non è necessario inviare una nuova comunicazione all’inquilino al riguardo. Comunque, la scelta della cedolare secca assume efficacia solo dietro preventiva comunicazione all’inquilino con la quale il proprietario rinuncia ad esercitare la facoltà di richiedere l’aggiornamento del canone a qualunque titolo.

L’opzione obbliga il proprietario all’applicazione del regime della cedolare secca per l’intero periodo di durata del contratto o della proroga ovvero per il residuo periodo di durata del contratto nel caso di opzione esercitata nelle annualità successive alla prima, con la facoltà di revocare l’opzione in ciascuna annualità contrattuale successiva a quella in cui questa è stata esercitata. Pertanto, la comunicazione inviata al conduttore al momento della scelta della cedolare secca per il 2011 conserva la sua validità per tutta la residua durata del contratto, ovvero fino alla eventuale revoca dell’opzione, e non deve essere più comunicata all’inquilino.