In Italia la cefalea cronica è talmente in aumento che rappresenta oggi la principale causa di disabilità e di utilizzo dei servizi sanitari: secondo Agenas, consuma addirittura l’80% circa dell’intera spesa sanitaria dell’area. Vengono però diramati una serie di consigli per prevenire e curare questo disturbo.

In base a quanto diramato dall’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, la cefalea cronica rappresenta circa il 5% delle visite fatte dagli italiani per le cure primarie e il 30% delle visite specialistiche neurologiche. Insomma, un problema in aumento, che oggi colpisce circa il 15-18% delle donne e il 6% circa degli uomini, con un picco tra i 25 e i 55 anni.

Agenas ha peraltro stilato la “Linee guida nazionali di riferimento per la prevenzione e la terapia della cefalea nell’adulto”, necessarie per «fornire supporto alle Regioni e tramite loro, ai cittadini, per attuare la necessaria coerenza fra livelli essenziali previsti ed effettiva accessibilità», ovvero una guida per terapie che evitino gli sprechi di risorse, oggi purtroppo sempre più comuni.

Tra gli obiettivi si legge che è necessario aggiornare la formazione del medico specialista così che possa trattare precocemente l’emicrania e che deve confrontarsi quotidianamente con questa patologia. Spiega Gennaro Bussone, presidente dell’Associazione neurologica italiana per la ricerca sulle cefalee che:

«In particolare occorre assicurare l’appropriatezza degli interventi, riducendo il più possibile quella parte di variabilità nelle decisioni cliniche che è legata alla carenza di conoscenze e alla soggettività nella definizione delle strategie assistenziali».