La Chiesa Cattolica non sta lavorando alla costruzione di un suo partito. La precisazione arriva dal segretario della CEI, monsignor Mariano Crociata, in seguito alle polemiche scaturite dalle dichiarazioni rese dal Cardinale Angelo Bagnasco riguardo la crisi morale della politica italiana. Escluso inoltre ogni riferimento specifico al premier Silvio Berlusconi.

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Monsignor Crociata chiarisce così l’intervento del Cardinal Bagnasco, oltre a smentire le voci sul cosiddetto futuro “partito dei vescovi”:

«Nessuna intenzione volta alla costruzione di un nuovo partito, non abbiamo partiti da promuovere o da organizzare. A scanso di equivoci la CEI, notoriamente, non fa i governi e nemmeno li manda a casa”.

Lo stesso segretario CEI chiarisce anche un altro punto che aveva suscitato l’attenzione dei media, ovvero il fatto che Benedetto XVI fosse o meno a conoscenza di quanto avrebbe affermato Bagnasco:

“Il cardinale Angelo Bagnasco ha parlato previamente e personalmente con il Santo Padre prima di pronunciare la sua prolusione davanti al Consiglio episcopale permanente, come avviene di consueto”.

Parole quelle di Monsignor Crociata accolte con molto favore dai vertici Pdl, che con Gaetano Quagliariello contrattacca nei confronti di critiche definite “strumentali”:

«Le parole di Crociata non solo chiariscono il senso della prolusione del cardinale Bagnasco mettendo fine alle tante indebite speculazioni di questi giorni, ma soprattutto mettono in mora tanti laicisti evidenziandone le contraddizioni e l’ipocrisia. Se infatti l’interpretazione del discorso del cardinale Bagnasco fosse stata quella che tanti strumentalmente hanno voluto accreditare, attribuendogli addirittura una richiesta di dimissioni del presidente del Consiglio, davvero si sarebbe trattato di un’ingerenza inedita nella storia d’Italia, contro la quale i paladini della laicità dello Stato avrebbero dovuto protestare anziché compiacersene in virtù del destinatario alla quale sarebbe stata rivolta”.

Fonte: Corriere della Sera