È opportuno dare il cellulare ai bambini? Quali sono i rischi per la salute dei più piccoli? Sono domande che ogni genitore si pone, tuttavia i pareri di medici e scienziati sono spesso discordanti.

Se solo poche settimane fa i pediatri hanno incoraggiato le mamme e i papà a regalare senza esitazioni il cellulare ai {#bambini}, utile per facilitare il distacco e l’inserimento a scuola, oggi dagli stessi esperti del settore arriva invece un monito preoccupante: niente telefonino ai bimbi, se non per chiamate brevi e rigorosamente con auricolare.

La Società Italiana di Pediatria parla chiaro, sebbene non vi sia ancora certezza riguardo ai possibili danni delle onde elettromagnetiche sulla salute degli individui in generale. La necessità di fornire ai genitori regole precise da seguire, tuttavia, nasce dalla recente scoperta dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) che ha definito proprio i campi elettromagnetici a radiofrequenza come potenzialmente cancerogeni.

«Le onde derivanti dall’uso del telefonino, anche a causa della vicinanza al corpo, sono molto più elevate. Ma non preoccupa solo l’intensità dell’esposizione, quanto la durata della stessa: diversi studi hanno confermato la capacità dei campi elettromagnetici di produrre, anche a bassa intensità, una serie di effetti biologici».

Quali sono dunque le regole per un uso coretto del cellulare? Oltre a limitare il tempo delle telefonate, e preferire l’auricolare al contatto diretto, è senza dubbio meglio evitare di usare il telefonino in ambienti stretti e, se la telefonata si protrae per troppo tempo, passare l’apparecchio all’altro orecchio. Forse non tutti sanno che, inoltre, nella fase iniziale della ricezione e quando si compone un numero il segnale è molto più forte, quindi sarebbe opportuno attendere qualche istante prima di rispondere.

Perché i bambini sono più a rischio degli adulti? Prima di tutto perché hanno molto più tempo da vivere, e il loro cervello è più sensibile e dotato di una conducibilità più elevata. In secondo luogo tutte le ricerche scientifiche eseguite finora hanno avuto come oggetto le persone adulte, senza approfondire eventuali danni per i piccoli.

«Pertanto l’assorbimento di energia elettromagnetica all’interno della testa di un bambino è superiore rispetto a quanto si verifica nell’adulto e il cervello dei bambini soffre in misura più marcata dell’effetto cumulativo delle diverse fonti inquinanti».

Fonte: Ansa