Anita si accarezza la pancia, pensa al suo bambino e sorride. Poi volta lo sguardo verso la pila di libri che invade il tavolo: li ha consultati tutti, decisa a diventare la mamma più esperta in tema di conservazione cellule staminali dell’intero corso preparto. È stato proprio lì che ha sentito parlare per la prima volta di cellule staminali cordonali e conservazione, da una sua amica tutto pepe che non ha smesso un attimo di parlare: carrozzina, ginnastica, dieta, conservazione.

Per la maggior parte del tempo la aveva cordialmente ignorata, limitandosi a qualche rapido cenno del capo e a sorrisi accennati. L’ultimo argomento, però, aveva destato la sua attenzione: staminali? cosa sono? quali funzioni hanno? Per non alimentare troppo la parlantina della sua compagna di corso, non aveva fatto domande ma appena rientrata a casa si è precipitata al PC e poi in biblioteca per sapere tutto, trascinando con sé anche Marco, suo marito, contagiato dalla sua sete di informazioni.

Ora Anita guarda soddisfatta i loro appunti, scritti con un alternarsi delle loro due calligrafie. Sono partiti dalle definizioni: le cellule staminali sono cellule indifferenziate, capaci di replicarsi e di generare tutte le cellule di un individuo adulto (1) (indifferenziate vuol dire che non si sono specializzate in una funzione ben precisa). Poi sono passati alle classificazioni: le staminali si dividono in totipotenti, pluripotenti e multipotenti. Totipotenti significa che sono capaci di originare tutte le cellule di un individuo, pluripotenti che generano tutte le cellule di un individuo adulto (ad accezione dei tessuti extraembrionali come la placenta), multipotenti significa che danno origine a diversi tipi cellulari che assolvono a una determinata funzione, per esempio: le cellule staminali del sangue possono generare tutte le cellule della linea ematica, ma non quelle del cervello.

Gli appunti continuano: in base alla loro sede di origine, le staminali si dividono in embrionali, cordonali e adulte. Le cellule staminali adulte (2) sono virtualmente presenti in ogni tessuto del corpo umano, ma spesso il loro prelievo comporta procedure invasive e, a volte, qualche rischio. Le staminali embrionali invece sono cellule pluripotenti presenti nell’embrione (3), ma il prelievo di questo tipo di cellule causa la distruzione dell’embrione: un bel problema dal punto di vista etico. Infine, le staminali cordonali: multipotenti, si trovano nel sangue del cordone ombelicale e possono essere prelevate al momento della nascita in modo del tutto sicuro e indolore sia per la mamma che per il bambino.

Le staminali cordonali inoltre hanno proprietà immunologiche e rigenerative: questo significa che possono essere impiegate in medicina rigenerativa (soprattutto nei trapianti autologhi, in cui le cellule infuse provengono dal paziente, che danno i risultati migliori) per rigenerare un organo o un tessuto danneggiato in alternativa al trapianto. Anche quando si procede con trapianto allogenico (in cui le cellule infuse provengono da un soggetto diverso dal paziente) le staminali cordonali offrono il grande vantaggio di essere “immunologicamente meno mature” e quindi di essere meno soggette a scatenare reazioni immunitarie come il rigetto.

Proprio un bel lavoro: ora era tutto chiaro. Certo che il cordone ombelicale è proprio una risorsa importante, pensa tra sé Anita. Poi posa il blocco degli appunti: dopo tanto studio un pisolino se lo è proprio meritato.

Per maggiori informazioni: Sorgente

Note:

1 Thomson, J.A., et al., Embryonic stem cell lines derived from human blastocysts. Science, 1998. 282(5391): p. 1145-7.

2 Francese, R. and P. Fiorina, Immunological and regenerative properties of cord blood stem cells. Clin Immunol, 2010. 136(3): p. 309-22.

3 Menendez, P., et al., Human embryonic stem cells: potential tool for achieving immunotolerance? Stem Cell Rev, 2005. 1(2): p. 151-8.