Tanti vantaggi nella presenza in Rete dei profili professionali, ma anche qualche rischio. Se infatti per cercare lavoro è indispensabile avere un buon curriculum online, aggiornarlo senza pensare alle possibili conseguenze può essere un problema. Come è capitato a John Flexman, manager di una società inglese, licenziato perché aveva aggiornato il suo curriculum sul social network LinkedIn affermando di essere interessato a opportunità di carriera.

Cercare lavoro con LinkedIn: in molti tentano questa strada, e il protagonista della vicenda, un uomo di 34 anni, era – ironia della sorte – era addetto alle risorse umane della BG Group, un’importante società estrattiva di gas con sede a Reading, e guadagnava 68 mila sterline come reclutatore di neolaureati.

Ora ha fatto ricorso e questa vicenda è finita davanti a un giudice: sarà la legge britannica a stabilire se questo comportamento è lesivo o meno degli obblighi contrattuali.

Di certo la questione è molto interessante: essere pronti a nuove offerte è una colpa? Se fino a qualche tempo l’espressione comune era “guardarsi attorno” (magari con circospezione), com’è possibile nei tempi della comunicazione globale esprimere una propria disponibilità senza che lo sappia, in tempo reale, anche l’attuale datore di lavoro?

Il gruppo per cui lavoravava Flexman si fa forza di un argomento: l’azienda non ha mai tollerato pratiche di questo genere e il manager era incaricato proprio di vigilare e dissuadere i dipendenti; il licenziato, invece, è convinto che un aggiornamento del curriculum (perché alla fine di questo si tratta), definito “uso improprio di social media”, non può essere considerata una giusta causa di licenziamento.

Secondo voi?

Fonte: Telegraph