Cercare lavoro ma non trovarlo. Succede a molti, e anche se il curriculum vitae perfetto probabilmente non esiste, ci sono tanti piccoli accorgimenti che, in fase di selezione da parte delle aziende, possono fare la differenza e incidere sulla scelta dei cosiddetti “recruiter” (gli addetti alla selezione del personale).

Se le varie candidature non sortiscono l’effetto desiderato e se questa situazione si verifica in modo più o meno costante, è possibile che nel cercare lavoro si commettano degli errori, ed è probabile che questi riguardino il modo in cui viene scritto il curriculum vitae o si affronta un colloquio di selezione.

Proprio per rafforzare il proprio biglietto da visita nel mondo del lavoro, e per evitare di risultare poco “credibili” al primo incontro di valutazione, ecco una “lista nera” di errori da evitare in questo tipo di situazioni.

Prima di tutto, è bene non lasciare aperte troppe possibilità di candidatura all’interno della stessa azienda: quando ci si candida per una determinata posizione, presentarsi all’impresa di riferimento come candidato potenzialmente aperto a qualsiasi mansione può risultare deleterio, in quanto si rischia di svilire le proprie competenze professionali togliendo quel valore aggiunto che deriva dal proprio percorso di studio.

«Mettere troppa carne al fuoco quando ci si presenta a qualcuno per un lavoro non arricchisce le possibilità bensì i rischi, e rende più probabile una delusione.»

Così dichiara Joanie Spain, responsabile delle pubbliche relazioni e del career service (orientamento al lavoro) del celebre college statunitense di design art School of Advertising Art. Bisogna anche evitare di mostrarsi poco inclini ad accettare di buon grado le mansioni che vengono proposte in sede di colloquio: l’umiltà è una virtù fondamentale in campo lavorativo, soprattutto quando si è in sede di colloquio e non si ha ancora avuto modo di dimostrare le proprie capacità all’ente che sta valutando la candidatura.

Mostrarsi altezzose e poco volenterose nel momento in cui ci vengono elencate le attività da compiere per ricoprire un determinato ruolo in azienda, può essere per il recruiser una ragione più che valida per scartare la candidatura. Se si ha intenzione di seguire la tradizione anglosassone e inviare una lettera di ringraziamento all’azienda dopo aver sostenuto un colloquio (cosa che può risultare gradita), è bene redigerla in modo sintetico e non molto prolisso, in modo da mantenere comunque un giusto tono e non risultare pesante.

«Una lettera di ringraziamento stile “Guerra e Pace” può dare l’idea a noi recruiser di avere davanti una persona che non sa comportarsi nelle varie situazioni”. Il consiglio è sempre quello di scrivere una lettera breve, che non superi le otto righe.»

Altri atteggiamenti da evitare per trovare lavoro senza lunghe attese esito sono i seguenti:

  • Presentarsi a un colloquio con un aspetto disordinato;
  • Rifiutare posizioni temporanee o impieghi a tempo determinato;
  • Porsi nei confronti del recruiser e del potenziale impiego in modo negativo o poco propositivo;
  • Scrivere un curriculum vitae troppo lungo e ricco di dettagli inutili;
  • Segnalare sul curriculum vitae un indirizzo email aziendale anziché il proprio contatto personale;
  • Comportarsi in modo maleducato;
  • Dettagliare la propria esperienza lavorativa sul CV in modo prolisso e aleatorio.

Fonte: Aol Jobs