Quando ci si sente tristi, giù di corda, spesso viene voglia di mangiare cioccolata, gelati e patatine fritte: chissà perché dopo ci sentiamo di umore più alto, anche se in colpa nei confronti della bilancia. Una nuova ricerca condotta da un gruppo di studiosi europei e americani aiuta a mettere in luce le qualità di questi cibi e perché essi sono in grado di influire positivamente sul nostro umore.

Per condurre questi studi, sono stati sottoposti a osservazione dodici individui non obesi, ai quali, dopo un’esperienza di tristezza, sono stati forniti acidi grassi o soluzione salina tramite un tubo di alimentazione. Gli esperti volevano in tal modo scoprire quali aree del cervello si attivassero con questo tipo di stimolazione.

I dodici partecipanti non sapevano quali sostanze venissero loro fornite. Coloro i quali hanno ricevuto la somministrazione di acidi grassi hanno riferito di sentirsi meno tristi di quelli che avevano ricevuto la soluzione salina. I risultati di questo studio sono stati pubblicati sull’autorevole Journal of Clinical Investigation.

Gli esperti sottolineano come le aree del cervello che si attivano o inibiscono a causa di emozioni e stati d’animo negativi, risentissero positivamente dell’emulsione a base di acidi grassi. Insomma, mangiare in modo emotivo ha a che fare con lo stress, la tristezza e uno stato d’animo depresso. Gli acidi grassi hanno effetti positivi sulle aree del cervello deputate al pensiero, ai sentimenti e al comportamento.

Certi cibi, dopo avere per anni subito condanne da ogni parte con l’accusa di nuocere alla nostra salute, ora godono di un almeno parziale attenuante. Il tutto grazie agli acclarati effetti benefici di cioccolata, patatine fritte e gelati, che si sostanziano nella stabilizzazione dell’umore, con effetti antidepressivi e senso di sazietà.

Il risultato pratico per noi è che la prossima volta che in pizzeria chiederemo un goloso antipasto a base di patatine fritte, non solo non dovremo sentirci in colpa ma dovremo percepirci come benefattrici verso noi stesse, consapevoli di aiutare in tal modo il nostro cervello a produrre pensieri positivi, allontanando la tristezza. Certo, senza esagerare.

Ovviamente, un discorso a parte riguarda la {#salute}: le versioni particolarmente insalubri delle patatine fritte sono quelle fritte nello strutto o in olio idrogenato, ricchi di grassi saturi. Si può ovviare scegliendo quelle con un basso contenuto di grassi, che cuociano in forno.

Per quanto riguarda i gelati, occorre tenere presente che quelli con la panna sono i più grassi: se si vogliono aggirare del tutto i grassi, si può scegliere il gelato vegetale senza lattosio. Invece, una cioccolata di buona qualità contiene in genere il 22% circa di grassi ed è dimostrato che mangiare cioccolato fa scattare, a livello cerebrale, la stessa risposta dei farmaci anti ansietà.

Ecco spiegato come mai tutte le ricerche scientifiche mettono in evidenza la stretta correlazione tra questo cosiddetto cibo emozionale e i nostri stati d’animo. Allora, sempre tenendo presente che le esagerazioni sono dannose per la nostra {#salute}, possiamo comunque rallegrarci del fatto che se ci sentiamo assalite dalla tristezza possiamo trovare in una barretta di cioccolato, in un gelato o in un piatto di patatine fritte dei validi alleati in grado di farci tornare il sorriso.