La certificazione energetica è diventata obbligatoria per motivi vari, ma tutti mirati ad una migliore trasparenza del mercato immobiliare mediante l’informazione esatta sulla qualità energetica della casa che si compravende o si prende in locazione.

Per quanto riguarda la trasparenza del mercato immobiliare, infatti, la certificazione energetica consente a chi acquista e anche a chi prende un appartamento in locazione di conoscerne con precisione le intrinseche caratteristiche energetiche e le spese per i consumi di energia.

Inoltre, la certificazione energetica aumenta il valore dell’immobile, che viene a costare di più, ma il maggior costo viene compensato dalla sua maggior prestazione energetica. Ecco perché chi acquista o prende in locazione una casa energeticamente certificata può valutare immediatamente la convenienza o meno di spendere di più per un immobile che però viene anche a costare di meno sotto il profilo della gestione e della manutenzione.

La certificazione energetica (Ace) è obbligatoria in tutti i casi di compravendita di immobili, di permuta, di cessione dell’immobile invece del pagamento, di conferimento in società, quando si trasferisce la nuda proprietà oppure un altro diritto reale di godimento (usufrutto, uso, abitazione). In ogni caso, il venditore-proprietario-locatario deve inviare all’acquirente-inquilino il documento autocertificato e il proprietario, a sua volta, deve trasmetterlo anche alla Regione entro 15 giorni dalla data in cui ha inviato la certificazione energetica all’acquirente.

Si precisa che, con il Dlgs n. 28/2011 del 29 marzo 2011, gli atti di compravendita o di affitto non hanno validità se manca la clausola nella quale “l’acquirente o il conduttore danno atto di aver ricevuto le informazioni e la certificazione energetica degli edifici”.

Naturalmente la certificazione energetica richiede una documentazione esatta della reale capacità energetica dell’immobile da compravendere o da locare. Ad evitare complicazioni future per l’inesatta redazione della certificazione energetica, è opportuno farla redigere da un tecnico specializzato che procede alla relazione dopo un’attenta valutazione delle caratteristiche e delle prestazioni energetiche dell’immobile oggetto di compravendita o locazione.

Il certificato energetico ha quindi un costo, evitabile ricorrendo all’autocertificazione, che tuttavia non è consentita in tutte le regioni e neppure per gli edifici classificabili in classe G per completa inefficienza energetica: la classe G, infatti, è la più bassa delle classi energetiche. Si precisa che l’autocertificazione non è consentita in Lombardia, in Piemonte, in Emilia Romagna e in Liguria.