Cesare Deve Morire, ultimo film dei fratelli Taviani, rappresenterà l’Italia agli Oscar 2013.

L’opera dei Taviani, già vincitrice dell’Orso d’Oro a Berlino e del David di Donatello, è stata scelta tra dieci film nostrani, alcuni dei quali di grande valore: È Stato Il Figlio, Bella Addormentata e Reality, solo per citare quelli che hanno già avuto visibilità internazionale (Venezia e Cannes).

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Ma, accanto a Cesare Deve Morire, in lizza per gli Oscar figuravano anche Posti In Piedi In Paradiso di Verdone, Magnifica Presenza di Ozpetek e Diaz di Vicari.

La voce è unanime: il film dei Taviani è quello più adatto a rappresentare la nostra cinematografia alla kermesse degli Oscar. Già riconosciuto per il suo alto valore e vincitore a Berlino, Cesare Deve Morire è il ritorno in grande stile di due dei più importanti registi della nouvelle vague italiana degli anni Sessanta. Sempre sperimentatori, critici, riflessivi, i fratelli Taviani hanno spinto il cinema fino ai suoi limiti: hanno adattato per il grande schermo il Giulio Cesare di Shakespeare e hanno girato il film in un carcere, sorretti dalle profonde e mai falsate interpretazioni dei detenuti, in un crescendo teatrale di bianco e nero. Inoltre, i Taviani hanno dimostrato il potere sociale e terapeutico dell’arte cinematografica.

Cesare Deve Morire, pertanto, è forse l’unico film che può rappresentare l’Italia all’estero: riflette, infatti, uno spirito autoriale e cinematografico prettamente italiano, ma, forte delle sue novità e delle sue sperimentazioni registiche, può tranquillamente imporsi a livello internazionale per il suo respiro universale.

Fonte: BadTaste