Chissà come cambieranno tra qualche anno i dialoghi tra i due “vicini di televisore” protagonisti degli spot comparativi di Mediaset Premium in onda in questi mesi. Di certo, comunque, tra due stagioni l’abbonato alla pay TV sul digitale terrestre avrà meno argomenti per convincere l’altro della propria scelta come fatto finora, quando esclusive come l’Europa League e il Grande Fratello erano state il terreno di confronto scelto per far emergere le differenze sulle due offerte (tacendo però, è giusto dirlo, i tantissimi contenuti in più che SKY offre e che si aggiungono al calcio).

Il riferimento è ovviamente alla notizia resa nota ieri sera da SKY, che ha comunicato di aver raggiunto l’accordo con la UEFA, per la cifra di 100 milioni di euro, per la trasmissione in esclusiva delle gare di Champions League delle stagioni 2012-2013, 2013-2014 e 2014-2015:

Al termine del bando di gara indetto dalla UEFA in Italia tramite l’agenzia Team, che offriva i pacchetti della UEFA Champions League in conformità con le procedure utilizzate negli altri mercati europei, SKY Italia si è aggiudicata i diritti televisivi della Champions League per le stagioni 2012-2013, 2013-2014 e 2014-2015. In base a questo accordo, SKY ha acquisito i diritti televisivi delle partite in diretta di due pacchetti esclusivi della Champions League e i diritti televisivi non esclusivi degli highlights.

Una mossa che spiazza così Mediaset Premium, che resta tagliata fuori dalla possibilità di trasmettere la più importante manifestazione calcistica continentale per club per ben tre anni, perdendo in tal modo un pezzo pregiato della propria offerta capace da solo di assicurare un buon numero di abbonamenti.

Ben consci della situazione e delle difficoltà commerciali che ne potrebbero derivare, da Cologno Monzese non hanno tardato a rispondere, diramando un comunicato che va ad arricchire un braccio di ferro tra le due aziende destinato a durare per molto tempo. Un comunicato in cui Mediaset critica SKY per aver offerto cifre ritenute “fuori mercato”, oltre al fatto di aver acquisito i diritti per tutte le piattaforme, quindi anche il digitale terrestre, su cui di fatto la pay TV di News Corporation non trasmette:

Mediaset prende atto che, ancora una volta, SKY ha abusato della propria posizione dominante accaparrandosi tutti i diritti televisivi pay di una rilevante competizione calcistica internazionale. Il valore offerto è infatti al di fuori di ogni logica economica e motivato esclusivamente dalla volontà di eliminare qualunque tipo di concorrenza. E privare i telespettatori della scelta di quale offerta in pay TV guardare. È ben noto infatti che in una situazione analoga, i Mondiali di calcio 2010 in Sudafrica, l’operatore satellitare si era aggiudicato tutti i diritti pay, compresi quelli per il digitale terrestre pur consapevole di non poterli trasmettere, e si è rifiutato di rivenderli a “Mediaset Premium” che ne aveva fatto regolare richiesta.

Proseguendo:

Un comportamento discriminatorio a cui Mediaset aveva opposto immediato ricorso all’Authority Antitrust che, proprio nei giorni scorsi, ha aperto un’istruttoria per “abuso di posizione dominante”: “Le caratteristiche strutturali”, scrive infatti l’Antitrust, “nonché le barriere all’espansione e all’ingresso sul mercato, inducono a riconoscere in capo a SKY un’evidente posizione dominante nel mercato italiano della pay-tv”.

Per chiudere dicendo:

Per questo motivo Mediaset invoca la massima vigilanza da parte delle Autorità affinché i diritti per il digitale terrestre, la piattaforma più diffusa nel paese, siano rimessi sul mercato a condizioni eque e non discriminatorie.

A questo punto, tralasciando ogni valutazione sul prezzo pagato da SKY e sulle motivazioni, comunque da valutare nel legittimo interesse a togliere contenuti appetibili alla concorrenza, va detto che, a una lettura obiettiva, il ricorso di Mediaset appare un po’ contraddittorio con quanto fatto dalla stessa azienda fino a oggi.

La prima osservazione che salta all’occhio riguarda l’accusa secondo cui l’acquisto della Champions League in esclusiva per tutte le piattaforme priverebbe gli utenti della scelta a quale pay TV abbonarsi: un’affermazione correttissima, se non fosse che ciò è la stessa cosa fatta da Mediaset per l’Europa League, acquistata lo scorso anno per tutte le piattaforme ma trasmessa esclusivamente sul DTT, obbligando di fatto gli appassionati ad abbonarsi a Mediaset Premium per seguire le partite della competizione. Lo stesso discorso può essere fatto anche in relazione all’acquisto dei diritti per il Mondiale per Club che si sta disputando proprio in questi giorni a Abu Dhabi.

Insomma, la prima impressione è che SKY abbia compiuto una mossa decisiva e importante tesa a dare maggior valore alla propria offerta, con Mediaset pronta però a chiedere l’intervento dell’Antitrust al fine di condannare un comportamento paradossalmente adottato finora da se stessa e tanto sottolineato negli spot comparativi cui accennavamo in apertura.

A questo punto appare chiaro che il duello non è destinato a concludersi tanto facilmente e senza polemiche. D’altronde, mancano ancora un paio d’anni prima della partenza del contratto appena firmato e molte cose potrebbero mutare per quella data, anche se SKY non sembra affatto disponibile a cedere parte dei propri diritti (quelli relativi al digitale terrestre pay che non può utilizzare anche per via dei paletti imposti dall’UE, che vietano di trasmettere a pagamento su tale piattaforma) alla concorrenza.

In attesa di vedere come andrà a finire, rimangono ancora in ballo i diritti per la trasmissione in chiaro della competizione con una partita il mercoledì sera, quelli, per intenderci, attualmente in mano alla Rai e non ancora rinnovati dall’azienda pubblica per via degli alti costi.